Smart working, scuola a distanza, riunioni in streaming. L’era Covid ha cambiato il mondo delle telecomunicazioni, un vero test sulla tenuta e l’affidabilità di infrastrutture strategiche. L’amministratore delegato di WindTre Jeffrey Hedberg, 58 anni, americano di Boston, è rimasto soddisfatto di come il suo network ha risposto alle nuove esigenze del Paese. "La nostra azienda ha investito 6 miliardi in 5 anni sulle infrastrutture di rete. Proprio prima del lockdown abbiamo inaugurato la nuova rete mobile, che ci ha permesso di garantire la continuità del servizio con una qualità molto alta, nonostante l’aumento di traffico voce e dati nell’ordine del 60% sul fisso e del 40% sul mobile. Si tratta di una infrastruttura importante con 20.000 siti di trasmissione, già pronta per la tecnologia 5G". Si parla molto di una rete unica....

Smart working, scuola a distanza, riunioni in streaming. L’era Covid ha cambiato il mondo delle telecomunicazioni, un vero test sulla tenuta e l’affidabilità di infrastrutture strategiche. L’amministratore delegato di WindTre Jeffrey Hedberg, 58 anni, americano di Boston, è rimasto soddisfatto di come il suo network ha risposto alle nuove esigenze del Paese. "La nostra azienda ha investito 6 miliardi in 5 anni sulle infrastrutture di rete. Proprio prima del lockdown abbiamo inaugurato la nuova rete mobile, che ci ha permesso di garantire la continuità del servizio con una qualità molto alta, nonostante l’aumento di traffico voce e dati nell’ordine del 60% sul fisso e del 40% sul mobile. Si tratta di una infrastruttura importante con 20.000 siti di trasmissione, già pronta per la tecnologia 5G".

Si parla molto di una rete unica. Qual è la sua posizione?

"Oggi c’è una situazione di concorrenza che rende il mercato dinamico e a noi va bene così perché abbiamo avvertito una indubbia accelerazione nello sviluppo della rete fissa a banda ultralarga. Ovviamente si può cambiare, non spetta a noi dare indicazioni".

All’estero come si è fatto?

"L’esperienza internazionale suggerisce che se si farà una rete unica, tutti gli operatori dovranno potervi accedere alle stesse condizioni, come accade per la rete di trasporto del gas o dell’energia elettrica. Il mio auspicio è che il dibattito porti a una soluzione veloce, perché ciò che conta per l’Italia è che le famiglie e le imprese possano accedere a una rete a banda ultralarga, con capacità di trasmissione quanto più possibile vicina a 1 Gigabit per secondo".

Si parla molto anche di 5G. Ma ci sono anche molte le resisten a questa evoluzione.

"Il 5G è una grande opportunità e una garanzia per la crescita e lo sviluppo del sistema-Paese, una rivoluzione globale che può vedere l’Italia tra i protagonisti perché qui la sperimentazione è partita in modo tempestivo".

Ma quali sono le opportunità del 5G?

"La nuova tecnologia consentirà di ospitare il traffico crescente, che presto le reti 4G non riusciranno più a reggere, ma soprattutto potremo fare cose che oggi non sono possibili. La telemedicina sarà uno dei nuovi servizi più apprezzati dalle famiglie, perché consentirà di assistere in modo migliore e con continuità un numero crescente di persone, soprattutto i più anziani. Le imprese potranno essere più produttive e ampliare la propria attività grazie alla comunicazione automatica tra macchinari. Noi abbiamo fatto sperimentazioni a L’Aquila e a Prato e abbiamo visto concretamente alcuni dei benefici resi possibili dalla nuova generazione di comunicazioni mobili".

Quali sono i tempi?

"Entro l’anno saremo attivi in una decina di capoluoghi e arriveremo a 70 entro il 2021. Però è necessario che l’amministrazione pubblica e la politica locale facciano la loro parte".

Trovate ostacoli dalla burocrazia?

"Molto spesso i permessi per gli impianti impiegano troppo tempo ad arrivare e molti sindaci stanno cedendo alla pressione di un movimento contro il 5G. Tutti abbiamo apprezzato il ruolo delle reti in questi mesi difficili, com’è possibile che ci sia chi vuole bloccare il progresso e farci tornare indietro? Ricordo anche che in Italia le società di telecomunicazioni hanno investito 90 miliardi in 10 anni".

Da americano qual è la sua idea sull’Italia? Quale Sistema-Paese ci permetterebbe di essere al passo con le principali economie europee?

"L’emergenza sanitaria ha evidenziato la necessità di accelerare la trasformazione digitale in Italia. Una trasformazione da realizzare mettendo al centro di un disegno di sviluppo il capitale umano, le persone, riducendo anche le diseguaglianze nelle competenze che permettono di trarre il massimo beneficio dalle tecnologie. Quindi il ruolo più importante per il futuro è quello della scuola, dell’università e della ricerca. Il ruolo dei sindacati sarà importante per preparare al cambiamento le persone che lavorano e per adeguare le loro competenze. Credo sia il momento di mettere a punto un piano per la crescita, abilitato dalle reti ultrabroadband, dalle tecnologie digitali e dall’investimento sulle persone e i talenti. Una risorsa che all’Italia veramente non manca".

da. ni.