Meno acquisti e vince l’usato. I consumi e gli stili di vita degli italiani nel rapporto Coop 2023

La fotografia del consumatore italiano è fortemente interconnessa allo scenario nazione e internazionale

Negozio vintage, foto generica (iStock)
Negozio vintage, foto generica (iStock)

Roma, 31 ottobre 2023 – Da una indagine condotta dall’Ufficio Studi Coop e contenuta “Rapporto Coop 2023-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” la fotografia del consumatore italiano è fortemente interconnessa allo scenario nazione e internazionale – unito alle nuove forme di intelligenza artificiale ormai entrate a fare parte della vita di tutti i giorni.

Il carrello della spesa

Nei prossimi mesi le intenzioni di spesa degli italiani fanno segnare una brusca inversione di rotta: il 36% quelli che intendono ridurre i consumi contro solo l’11% che pensa di aumentarli. Ad appesantire le prospettive l’eccezionale crescita dell’inflazione che solo negli ultimi 2 anni ha abbattuto il potere di acquisto in una misura pari a 6.700 di euro pro-capite.

L’incognita del lavoro

Il lavoro che sinora sembra esserci (nel 2023 sono 23,5 milioni gli occupati, mai così tanti dal 2008), è un lavoro che non paga quanto dovrebbe: il 70% degli occupati dichiara di avere necessità almeno di un’altra mensilità per condurre una vita dignitosa e ne deriva la tendenza sempre più evidente a aggiungere lavoro al lavoro come strategia di difesa dal carovita. A dispetto di questo ulteriore impegno, comunque l’impatto devastante dei prezzi trascina quasi la metà degli italiani – e cioè 27 milioni di persone, in crescita del 50% rispetto al 2021 - in una condizione di disagio. E solo un italiano su 4 dichiara di fare la stessa vita di qualche anno fa.

Inquietudine e paura: due variabili dell’economia

Secondo il Report, infatti, il 30% si dichiara inquieto registrando un +6% rispetto al 2022 con un crescendo di timori – passando da 20% al 32%. Si ferma timidamente il sentimento di fiducia al 36%, la serenità al 29%, l’accettazione al 23% e l’aspettativa positiva al 28%.

Meno acquisti, i tempi sono cambiati. Spazio all’usato

In un quadro in cui le emozioni rappresentano una giostra, il riflesso è quello di un calo di compravendite immobiliari, auto e beni tecnologici; gli italiani hanno sostituito il nuovo con l’usato: 33 milioni nell’anno passato hanno venduto o acquistato beni usati e anche i loro carrelli diventano leggerissimi. La classe media non è esente dalla riduzione all’acquisto, vuoi per aumentare il risparmio vuoi perché il potere d’acquisto è diminuito.

Anche la classe media scende e si avvicina alla povertà

Il 34% degli italiani sono pessimisti sul futuro personale perché prevedono un peggioramento del bilancio familiare. Il 41% della classe media, nei prossimi 12/18 mesi, riuscirebbe a fare fronte a una spesa imprevista di 2.000 euro ma qualche difficoltà mentre il 25% non sarebbe in grado.  

Nel parco variabili si è inserita ufficialmente l’AI

Incidono sulle prospettive di consumo la paura, la situazione geopolitica, la mancanza generale di stabilità in piccola e grande scala (e cioè con una forbice che oscilla tra ciò che accade tra le mura domestiche a ciò che accade nel mondo). L’AI è, nel mercato globale, in forte crescita e i dati restano positivi su questo fronte. In Italia il 50% dei prodotti e servizi che utilizzano l’AI hanno più benefici che svantaggi mentre il 61% dei manager è convinto che si tratti di un cambiamento di natura epocale paragonabile all’avvento del web o all’introduzione dell’energia elettrica.

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