UniCredit, utile record a 8,6 miliardi. E il titolo vola ai massimi dal 2015

Conti oltre le attese: è il miglior bilancio della storia dell’istituto. Profitti distribuiti al 100% agli azionisti

UniCredit, utile record a 8,6 miliardi. E il titolo vola ai massimi dal 2015

UniCredit, utile record a 8,6 miliardi. E il titolo vola ai massimi dal 2015

Unicredit ha archiviato il 2023 come il miglior anno di sempre, con il plauso del mercato: ieri il titolo ha concluso in rialzo dell’8,1% a 28,8 euro, ai massimi dal 2015. La banca guidata da Andrea Orcel ha infatti chiuso il 2023 con risultati record a 23,8 miliardi di euro (+17,3%), trainati per più della metà dai 14 miliardi di margine di interesse, che da ottobre a dicembre si è mantenuto più alto di tutti gli altri trimestri. L’utile netto è schizzato a 8,6 miliardi, in rialzo di oltre il 50% anno su anno. Si tratta di un risultato superiore alle stime degli analisti (che lo davano a 7,9 miliardi) e alla guidance, che lo indicava pari o superiore a 7,25 miliardi. L’utile contabile è di 9,5 miliardi (+47,2%). Nel quarto trimestre è stato di 1,9 miliardi, rispetto a 1,4 miliardi dello stesso periodo del 2022.

Nel dettaglio, gli ultimi tre mesi del 2023 vedono i rendimenti sostenuti dall’aumento del 5,7% del margine di interesse a 3,6 miliardi principalmente per via del rialzo dei tassi e per la buona gestione del pass through dei depositi. Le commissioni si sono attestate invece a 1,8 miliardi, sostanzialmente stabili; le rettifiche su crediti si sono attestate a 300 milioni.

Nel trimestre i costi operativi si sono attestati a 2,5 miliardi, in rialzo del 6,9% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,8% anno su anno. "Il quarto trimestre è stato il dodicesimo consecutivo di una crescita di qualità e redditizia, prova incontestabile della nostra strategia unica e vincente", ha commentato Orcel. E "il nostro percorso è tutt’altro che terminato", ha aggiunto il ceo.

Nessuna acquisizione in vista, però. "In ognuno dei mercati, l’Italia non è un’eccezione, guardiamo a tutte le opportunità e vediamo quelle che sono coerenti con la nostra strategia. Ce ne sono varie in Italia. Detto questo, non abbiamo trovato i valori o le condizioni generali per fare un’operazione nelle nostre metriche e, quindi, non ci siamo mossi", ha precisato Orcel. Ma "nel futuro si vedrà".

Orcel stempera anche le speculazioni sulla Popolare di Sondrio, perché "in questo momento nei nostri mercati principali vediamo poche opportunità che ci permettono di conseguire valore". Per il 2024 la guidance dell’istituto di piazza Gae Aulenti è fissata a 22,5 miliardi di ricavi netti, con 10 miliardi di distribuzione di valore agli azionisti, di cui 4,3 cash dividend con l’introduzione dell’acconto di dividendo. L’utile sarà in linea con quello dell’anno appena trascorso.

La remunerazione dei soci a valere sul 2023 è pari a 8,6 miliardi tra riacquisti di azioni proprie per 5,6 miliardi ed una cedola per 3 miliardi, il che implica un payout totale del 100% a valere sull’utile netto del 2023. "Dal 2021, abbiamo restituito 17,6 miliardi ai nostri azionisti, grazie ad una generazione organica di capitale estremamente solida e con la sostenibilità dei nostri rendimenti assicurata dal nostro momentum strategico e dal significativo capitale in eccesso", ha commentato Orcel. "Dopo l’assemblea (in agenda il 12 aprile) chiariremo che cosa faremo con il capitale in eccesso" di 12 miliardi di euro, ha promesso il manager.

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