Un treno Alta Velocità “Freccia Rossa“ in partenza
Un treno Alta Velocità “Freccia Rossa“ in partenza
di Antonio Troise L’Italia si accorcia e si restringe. Le grandi città si avvicinano. Le metropoli allargano a dismisura i propri confini. Non è l’effetto di qualche cambiamento climatico o dell’ennesimo scossone tellurico. La svolta della mobilità ha un nome e cognome: alta velocità. E ci gioca con i fondi del Pnrr: oltre 25,5 miliardi da spendere nei prossimi sei anni. Il risultato è che, in molti casi, i tempi di percorrenza fra una città e l’altra saranno dimezzati rispetto agli attuali. Qualche esempio? Napoli e Bari saranno collegate in due ore, quasi la metà rispetto alle 3 ore e mezzo di oggi. Un’ora in meno fra Roma e Reggio Calabria: era...

di Antonio Troise

L’Italia si accorcia e si restringe. Le grandi città si avvicinano. Le metropoli allargano a dismisura i propri confini. Non è l’effetto di qualche cambiamento climatico o dell’ennesimo scossone tellurico. La svolta della mobilità ha un nome e cognome: alta velocità. E ci gioca con i fondi del Pnrr: oltre 25,5 miliardi da spendere nei prossimi sei anni. Il risultato è che, in molti casi, i tempi di percorrenza fra una città e l’altra saranno dimezzati rispetto agli attuali. Qualche esempio? Napoli e Bari saranno collegate in due ore, quasi la metà rispetto alle 3 ore e mezzo di oggi. Un’ora in meno fra Roma e Reggio Calabria: era dal dopoguerra che i tempi di percorrenza sull’asse Nord-Sud non si accorciavano. E, ancora: sessanta minuti risparmiati per raggiungere Palermo da Catania. E, poi, trenta minuti guadagnati per viaggiare fra Genova e Milano. Altrettanti per il collegamento fra Ancona e la Capitale, con vantaggi anche per chi si ferma a metà strada, a Perugia. Lo stivale si restringe anche fra Roma e Pescara: dalle 3 ore e mezza dell’attuale collegamento si passa a 120 minuti.

Se tutto filerà per il verso giusto, nei prossimi sei anni l’80% della popolazione sarà a meno di un’ora da una stazione ad alta velocità. Con un taglio dei tempi di percorrenza che sarà del 22% nel Settentrione, del 24% nel Meridione e del 5% nel Centro. Al Nord gli investimenti saranno concentrati sulla Milano-Venezia, sulla Verona-Brennero e fra la Liguria e le Alpi. Per la Brescia-Padova sono previsti l’attraversamento di Vicenza e la progettazione definitiva del lotto da Vicenza a Padova (4,6 miliardi). Sulla linea Liguria-Alpi gli interventi riguardano il completamento del Terzo Valico del Giove (4,0 miliardi) e sulla Verona-Brennero è previsto in particolare l’attraversamento di Trento (0,9 miliardi). Al centro si rafforzerà l’asse Roma-Pescara e Orte-Falconara. Riducendo fortemente i tempi di percorrenza e aumentando le capacità della linea.

Ma la vera scommessa è nel Sud. Una volta completata la linea ad alta velocità, il tempo di percorrenza tra Roma e Reggio-Calabria si ridurrà di circa un’ora, da 5 a 4 ore. I vantaggi più evidenti saranno però fra Napoli e Bari: la tratta sarà percorribile in 2 ore, rispetto alle attuali 3 ore e 30 minuti e ci sarà un aumento della capacità da 4 a 10 treniora sulle sezioni a doppio binario. Fra Palermo e Catania è prevista una riduzione del tempo di percorrenza di oltre 60 minuti rispetto alle attuali 3 ore, e un aumento della capacità da 4 a 10 treniora sulle tratte in raddoppio. Più consistente il vantaggio fra Salerno e Reggio, con un risparmio di 80 minuti rispetto ad oggi. Ma i vantaggi sono previsti anche al Nord. Fra Genova e Milano i tempi saranno quasi dimezzati. Stesso discorso anche per i collegamenti fra il capoluogo ligure e Torino. L’Italia si restringe anche al Centro. La nuova linea fra Roma e Pescara collegherà le due città con un taglio di 80 minuti rispetto ad oggi e un aumento della capacità da 4 a 10 treniora sulle tratte raddoppiate. Sull’asse Orte-Falconara ci sarà una riduzione dei tempi di percorrenza di almeno 15 minuti sulla tratta Roma-Ancona e di almeno 10 minuti sulla tratta Roma-Perugia, un aumento della capacità da 4 a 10 treniora sulle tratte soggette a raddoppio dei binari.