Trasporti, Italia ad alta velocità: il piano di Ferrovie da 200 miliardi. Ecco la mappa dei collegamenti veloci

L’ultimo investimento annunciato: 13,4 miliardi per potenziare la linea calabrese. Al Sud andranno il 40% delle risorse: l’obiettivo è recuperare competitività

Roma, 10 dicembre 2023 – Venti miliardi all’anno, duecento in tutto da qui fino al 2032, anche grazie alla dote del Pnrr, che vale più o meno 28 miliardi sui 31 previsti nella cosiddetta missione 3, relativa alle infrastrutture. Il piano delle Ferrovie dello Stato va avanti a tappe forzate. L’ultima in Calabria, qualche giorno fa, con un investimento di 13,4 miliardi per rinnovare la rete ma, soprattutto, per portare l’alta velocità da Salerno a Reggio. Un’opera da 3 miliardi da completare entro il 2026.

Luigi Ferraris, 61 anni, ad di Ferrovie dello Stato
Luigi Ferraris, 61 anni, ad di Ferrovie dello Stato

Il progetto dell’ad del gruppo Fs, Luigi Ferraris, condiviso con il ministero delle Infrastrutture e il Mef, ha non solo l’obiettivo di modernizzare la rete, dotarla di nuove tecnologie ma anche, e soprattutto, di accorciare l’Italia, riducendo i tempi di percorrenza da un capo all’altro dello stivale. Da Torino a Genova, giusto per fare qualche esempio, serviranno appena 60 minuti contro gli attuali 100. Stesso discorso da Milano a Genova (da 1 ora e 30 a 1 ora). Per arrivare a Trieste partendo da capoluogo lombardo si impiegheranno 3 ore e 50 contro le attuali 4 ore e 20. Da Napoli a Bari si passerà da 3 ore e 35 a 2 ore precise. Palermo a Catania saranno collegate in due ore, una in meno rispetto ad ora. Mentre fra Sassari e Cagliari si risparmieranno circa 30 minuti.

Più in generale, il potenziamento della rete avrà ricadute un po’ su tutti i collegamenti nazionali. Così come, ad esempio, la realizzazione del sotto attraversamento ferroviario di Firenze contribuirà a ridurre i tempi di viaggio sulla dorsale Av Torino–Salerno e a una totale separazione dei flussi Alta Velocità e Regionali nel nodo di Firenze, con un miglioramento della regolarità e un potenziamento dell’offerta di quest’ultimi. Il piano messo a punto dal gruppo Fs prevede, poi, il rafforzamento delle connessioni diagonali, dall’Adriatico al Tirreno, con investimenti massicci sulla linea ferroviaria Roma-Pescara, sulla Taranto-Metaponto-Battipaglia e sulla Orte-Falconara.

Particolarmente rilevante per il Settentrione il completamento della linea ferroviaria del Terzo Valico, destinata anche a rendere più vicine Genova e Milano. E sarà realizzata, sempre per restare al Nord, anche la Brescia-Verona-Vicenza e la Verona-Brennero".

Nel Mezzogiorno, dove la rete presenta ancora un forte gap infrastrutturale rispetto alle altre aree del Paese, saranno investiti circa 80 miliardi di euro, il 40% del totale. Il piatto forte è sicuramente la realizzazione dell’alta velocità fra Salerno e Reggio Calabria, un tassello fondamentale anche in vista della realizzazione del Ponte sullo Stretto che dovrebbe essere completato entro il 2032, con un investimento di circa 13 miliardi di euro. Le due città saranno raggiungibili in 3 ore e 40 minuti con benefici pure per la Sicilia.

Ma non solo. Entro il perimetro del piano rientrano anche l’Alta velocità Napoli-Bari e la Palermo-Catania-Messina, tasselli importanti del corridoio scandinavo-mediterraneo che rappresenta un asse cruciale per l’economia europea. Circa 700 milioni del Pnrr saranno poi spesi per riqualificare 54 stazioni meridionali con l’obiettivo di rafforzare le connessioni con porti, interporti e aeroporti. Una “cura del ferro” che dovrebbe far recuperare competitività al Paese e superare le attuali strozzatura. A patto, ovviamente, che i tempi siano rispettati e che i mille ostacoli burocratici che ancora frenano le grandi opere in Italia siano superati.

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