Venerdì 21 Giugno 2024
VIOLETTA DE NICOLAIS
Economia

Tivùsat pronto al nuovo digitale terrestre

Per smarcarsi dall’ennesimo switch off della Rai, programmato per settembre, è possibile scegliere l’opzione satellite gratuito

Il dado è tratto. Dopo l’estate – quando i grandi eventi sportivi (Europei di calcio e Olimpiadi) si saranno celebrati – in Italia farà capolino il “nuovo” digitale terrestre. Lo scorso 18 gennaio il Cda della Rai ha approvato il Contratto di Servizio, che disciplina le attività del servizio pubblico per gli anni 2023-2028, concordato con il ministero del Made in Italy. Non è si tratta però di un vero e proprio switch off di sistema, viale Mazzini dovrà intervenire su almeno uno dei suoi Multiplex. Cosa che inevitabilmente impatterà su circa otto milioni di italiani che dovranno adeguare la propria dotazione tecnologica al digitale di nuova generazione.

Cosa accadrà di preciso? I particolari non sono ancora noti e a metterli nero su bianco sarà il nuovo board Rai (in accordo con il marketing), che attende di essere nominato nelle prossime settimane. Qualche indiscrezione, però, già è trapelata. Il servizio pubblico ha tre multiplex, il passaggio al T2 riguarderà prevalentemente i canali tematici.

Rai1, Rai2 e Rai3 restano in onda anche con il vecchio sistema, così come tutta l’offerta regionale. Sul Mux che trasmetterà in T2 salirà invece tutto il bouquet Rai. I telespettatori non al passo con la tecnologia (serve una tv acquistata dopo il 2017 o l’acquisto di un decoder ad hoc) dovranno rinunciare a qualche canale tematico e probabilmente a un po’ di qualità di immagine. Restano i dubbi, e non sono pochi, su cosa sarà di questo processo di passaggio al T2 in seguito. Sarà completato dalla Rai? E quando? E gli altri broadcaster – per ora non coinvolti – si decideranno a seguire il servizio pubblico mettendo a rischio la propria audience? Al ministero del Made in Italy (dove qualche imbarazzo si registra anche perché non sono tempi di incentivi e bonus) l’ardua sentenza.

In attesa dell’avvento del “nuovo” digitale terrestre in molte parti d’Italia c’è chi non riesce a vedere neanche il “vecchio” digitale terrestre. Stiamo parlando delle comunità montane, di molte zone costiere e delle isole. Zone che non possono certo sperare di sopperire al problema delle “vecchie antenne” con la banda larga. E dove la vera soluzione è il satellite. Una tecnologia che offre banda senza limiti, copre tutto il territorio senza esclusioni, trasmette già oggi molti canali in 4K ed è anche (cosa non secondaria) amica dell’ambiente. Insomma, una vera e propria “macchina del tempo televisiva” che già oggi mette a disposizione quello che il digitale terrestre darà forse tra qualche anno. E sinonimo di satellite free in Italia è tivùsat. Una piattaforma che i propri switch off li ha già fatti: si riceve dappertutto; ha un bouquet di oltre 130 canali; e va oltre l’Hd con un’offerta che arriva fino al 4K. Un’altissima definizione che potranno apprezzare quest’estate gli italiani in occasione degli Europei di calcio trasmessi su Rai4K. Per l’installazione basta una parabola, un decoder (o una Cam) e una smart card. Il tutto senza alcun canone mensile aggiuntivo e senza doversi preoccupare del susseguirsi degli switch off.