Martedì 16 Aprile 2024

Tim ritorna al dividendo. Ma la Borsa affossa il Piano

Tonfo del titolo: -23,8%. Vivendi svaluta la propria partecipazione di 1,347 miliardi

Tim ritorna al dividendo. Ma la Borsa affossa il Piano

Tim ritorna al dividendo. Ma la Borsa affossa il Piano

È stato un giovedì nero per Tim. Piazza Affari boccia clamorosamente il piano che, nel primo pomeriggio, l’ad dell’ex monopolista, Pietro Labriola, presenta ai giornalisti. Uno scivolone-choc per il titolo che chiude la giornata con un calo del 23,8% dopo una valanga di scambi: passate di mano oltre 1,89 miliardi di azioni, pari al 12% circa del capitale ordinario. Un crollo che sembra quasi fare da controcanto al nuovo piano Tim dal titolo "Libera di Correre". Il mercato, infatti, non ha per niente digerito i numeri messi in mostra ieri dal vertice della società, puntando l’indice soprattutto sul capitolo dedicato all’indebitamento dopo lo scorporo della rete al fondo Kkr con la partecipazione di Cdp. Come se non bastasse, Vivendi ha annunciato nella stessa giornata la svalutazione della sua partecipazione in Tim di 1,347 miliardi di euro, indicando anche una perdita netta di 393 milioni derivante da tale partecipazione. Non a caso, dietro lo scivolone di ieri, c’è anche l’ombra del duello fra il socio francese, contrario all’ipotesi dello "spezzatino" e della vendita della Rete, e l’ad Labriola, che proprio un paio di giorni fa è stato confermato come amministratore delegato.

Ieri a far scattare l’allarme a Piazza Affari anche la valorizzazione della rete, giudicata non adeguata, e quindi, la dote da destinare a ridurre i debiti accumulati dalla società. Un percorso non chiaro soprattutto perché Tim non ha presentato il pro-forma da cui partirebbe la riduzione e mancano anche i dettagli del flusso di cassa che porteranno la società a raggiungere gli obiettivi di riduzione della leva al 2026. Nel piano, infatti, Tim dichiara di aspettarsi 14,2 miliardi di euro dalla vendita di NetCo ma non fornisce alcun debito netto iniziale, solo un obiettivo di leva finanziaria per il 2026 di 1,6-1,7 volte. Non è stato sufficiente neanche l’annuncio, da parte di Labriola, del ritorno al dividendo in tempi brevi. In particolare, il piano al 2026 prevede ricavi in crescita del 3% medio annuo, dai 14,4 miliardi proforma del 2023, e il margine operativo (Ebitda after-lease) dell’8% partendo dai 3,5 miliardi del 2023. La Business Unit Consumer punterà a migliorare la convergenza dei clienti del fisso e del mobile e allo sviluppo di ricavi da servizi per famiglie e piccole e medie imprese, anche attraverso partnership.

Per Tim Enterprise è prevista un’accelerazione dei ricavi puntando sui settori chiave per la crescita (Cloud, IoT e Cybersecurity). Infine da Tim Brasil è atteso un ulteriore aumento dei ricavi e dell’Ebitda, con una generazione di cassa in crescita in doppia cifra entro il 2026. "Con la cessione di NetCo riusciremo a essere nuovamente un’azienda in grado di vivere bene sul mercato ripristinando una totale flessibilità finanziaria. Non tutti capiscono le nostre strategie, non ci sono le giuste reazioni del mercato ma capirete che manterremo le promesse che faremo oggi". Parole che non sono state in grado di fermare lo storico scivolone del titolo in Borsa.

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