Sabato 15 Giugno 2024
ELISA SERAFINI
Economia

TikTok vietato, dagli Usa all’India: quanto ci rimette il colosso ByteDance. Ma l’app continua a crescere

Utenti in aumento nonostante i divieti e le regolamentazioni. Ma le metriche economiche subiscono il rischio politico dei Paesi in cui ByteDance opera

L'app TikTok cresce, nonostante i divieti

L'app TikTok cresce, nonostante i divieti

Il Montana è il primo Stato degli Stati Uniti a vietare, dal prossimo gennaio, l’utilizzo di TikTok. Il Governatore del Montana, Greg Gianforte ha firmato una legge che vieterà a TikTok, app distribuita dal colosso ByteDance, di operare all'interno dello Stato. La ragione è legata, secondo il governatore, alla necessità di “proteggere i dati personali e privati della popolazione dall'essere raccolti dal Partito Comunista Cinese". Il Governo Federale aveva già vietato il download dell’app sui telefoni dei dipendenti statali. A far scalpore era stato, non ultimo, il caso di due giornalisti americani spiati da dipendenti di TikTok attraverso l’applicazione. Un caso ammesso dalla stessa ByteDance che però, per il caso del Montana, ha annunciato una battaglia legale, denunciando una presunta violazione del Primo Emendamento, quello che protegge la libertà di espressione, considerato tra i più importanti principi della Costituzione americana.

Se il caso del Montana riguarda tutti i cittadini dello Stato, e rimane un unicum nel Paese e nel mondo Occidentale, la scelta di vietare il download di TikTok a dipendenti pubblici, per ragioni di sicurezza e privacy, è stata presa da molti altri Paesi, tra cui Belgio, Australia, Canada, Olanda e gli stessi Stati Uniti. Il caso più eclatante, almeno per dimensione della popolazione impattata, è quello dell’India, che nel 2020 ha vietato Tik Tok, insieme a decine di altre app distribuite da società cinesi, tra cui We Chat. Il motivo, anche in questo caso, è legato a presunte violazioni di privacy e condivisione di dati sensibili. Il divieto era arrivato poco dopo uno scontro militare tra truppe cinesi e indiane sul confine dell'Hymalaya.

Anche il Pakistan ha vietato, più volte, la celebre app, ma il motivo è legato ai contenuti, ritenuti “immorali”. Taiwan è solo uno degli ultimi Paesi ad aver vietato la distribuzione di TikTok, per ragioni di sicurezza, dopo un avvertimento (e forte raccomandazione) delle autorità americane. Persino la stessa Cina, ha scelto di regolamentare, e in parte limitare, TikTok.

I contenuti dell’app di ByteDance sono controllati direttamente dallo Stato Cinese, che promuove la possibilità di condividere video educativi, come esperimenti scientifici o partite di scacchi, o video personali, come feste di compleanno, animali domestici e così via. TikTok non è vietato, ma è controllato nei processi e nei contenuti. A livello economico regolamentazioni come quelle degli Stati Uniti o dell’India hanno avuto un forte impatto sulla società ByteDance. Questa dinamica è associata al concetto di “rischio politico”, circostanza che vede un’azienda confrontarsi con cambi di regolamentazioni che possono impattare sul proprio business e che sono, generalmente, stabilite dai governi locali o nazionali. Il rischio politico, per TikTok è una costante variabile su posti di lavoro, introiti, performance finanziaria. Il divieto dell’applicazione in India, si stima produca ogni giorno 500.000 dollari di danni, condizionando oltre 250 posti di lavoro. In Italia per ora, non si parla di alcun divieto, ma il download dell’applicazione è vietato a dipendenti di molte società tecnologiche e ai membri e dipendenti delle maggiori istituzioni europee. L’app, però, continua a crescere, con oltre 18 milioni di utenti, con una crescita del 7% rispetto al 2022.