Santanché: “Nessun tetto agli affitti brevi” e annuncia una legge nazionale contro il “far west”

La ministra del Turismo ha detto: “Non possiamo decidere noi se un proprietario di casa la può affittare una settimana o cento giorni”

Milano, 11 dicembre 2023 – Non ci sarà in tetto agli affitti brevi ma regole per far emergere il sommerso. A dirlo è la ministra al Turismo Daniela Santanché dopo che la discussione intorno al caro affitti nelle grandi città (generato in parte anche alla maggior redditività nell’affittare appartamenti per brevi periodi ai turisti).

Daniela Santanchè, ministra del Turismo
Daniela Santanchè, ministra del Turismo

“Mettere un tetto” agli affitti brevi per i turisti “non è nella nostra intenzione. Non sarà quello che passerà nell'emendamento perché la proprietà privata è sacra e noi dobbiamo tutelare che ci siano certi requisiti e che ci sia un certo standard e che emerga il sommerso. Ma non possiamo decidere noi se un proprietario di casa la può affittare una settimana o cento giorni”. Così la ministra del Turismo Daniela Santanchè a margine di un evento al Pirellone. Sugli affitti brevi “abbiamo messo mano e tra poco sarà regolamentato quello che è sempre stato un far west, non criminalizzando la proprietà privata ma cercando di fare emergere il sommerso e di tutelare chi fa impresa”, ha aggiunto sottolineando che “tra poco sarà una legge dello Stato”.

Per ora la manovra presentata dal Governo Meloni che dovrà passare all’esame della Camere per essere approvata entro fine anno prevede, per i casi di destinazione alla locazione breve di più di un appartamento per ciascun periodo di imposta, di innalzare dal 21 al 26% l’aliquota dell’imposta sostitutiva (cedolare secca) dovuta sui canoni derivanti dai contratti di locazioni di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, che esercitano l’opzione per l’applicazione del regime fiscale della cedolare secca.

Nella discussione intorno alla necessità di regolamentare gli affitti brevi era nata la possibilità di introdurre un codice identificativo nazionale (Cin) necessario per essere iscritto a piattaforme come Booking o Airb&b.

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Sugli affitti brevi “sei mesi fa, quando Santanchè ha iniziato a occuparsene, ha detto che la questione sarebbe stata risolta in poche settimane e a oggi non esiste un atto. La proposta che hanno fatto è oggettivamente debole, nel senso non prevede limitazioni reali”. Così l'assessore alla Casa del Comune di Milano Pierfrancesco Maran a margine di un evento al Pirellone. “L'unico fatto nuovo, poi vedremo se confermato – ha aggiunto – è che aumentano in parte la tassazione per chi affitta dalla seconda casa in su. Quindi tutta questa confusione per soldi in più che vanno allo Stato e non al territorio. Sarebbe stato interessante se fossero state risorse che invece rimanevano per le politiche territoriali della casa”. Quanto al turismo, per Maran “è un bene se cresce”, ma “non si può pensare che diventi la prima economia del territorio. Ci sono settori più rilevanti e io vedo il rischio che per molte lavoratrici e lavoratori l'incremento del turismo significhi un aumento di costi delle case con effetti eccessivamente negativi”. Per questo secondo Maran “serve una legge sull'ospitalità turistica che fissi anche dei numeri massimi nelle case e che magari consenta anche l'edificazione di nuovi alberghi, di cui evidentemente c'è bisogno, ma che non mangi la casa a chi si ritrova magari il contratto non rinnovato con un aumento del 30% perché altrimenti va al turista”.

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