Martedì 25 Giugno 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Proroga superbonus 110, qualcosa si muove. Due ipotesi per i condomini

Il pressing dei costruttori in vista dell’approvazione della manovra 2024. Le priorità: sbloccare i crediti incagliati ed evitare ai condomini di perdere il 110% a causa dei cantieri ancora aperti

Ance: spiragli di apertura su proroga Superbonus (Ansa)

Ance: spiragli di apertura su proroga Superbonus (Ansa)

Roma, 14 ottobre 2023 – Per ora non c’è nulla di definitivo, le decisioni finali arriveranno lunedì prossimo, quando il governo varerà la manovra economica 2024. Ma nel corso del vertice con le parti sociali, che si è svolto a Palazzo Chigi ieri, venerdì 13 ottobre, qualcosa si è sicuramente mosso sul fronte del superbonus. Lo hanno assicurato i rappresentati dell’Ance, l’associazione dei costruttori, che nelle ultime settimane hanno intensificato il pressing su Via Venti Settembre per trovare una soluzione ai due problemi più urgenti sul tappeto: lo sblocco dei crediti incagliati e la proroga di qualche mese per i condomini che non hanno ultimato i lavori.

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Il nodo dei crediti

Il problema principale sono ora le detrazioni per le spese maturate nel 2022, che scadono a fine anno. Si tratta, in sostanza, di una delle quattro annualità in cui maturano gli incentivi del governo. Oltre questa soglia, i crediti maturati potrebbero diventare carta straccia dal momento che già oggi nessun istituto di credito vuole scontarli. Resta il fatto che gran parte di questa somma potrebbe non trovare la compensazione fiscale. Per questo il governo ha sollecitato Poste a riacquistare i crediti fiscali. Ma la società sta andando avanti ponendo una serie di condizioni. Non ultima, la soglia di 50 mila euro e in ogni caso, vincolando le operazioni, ai crediti che maturano dal 2024 e relativi ai lavori di quest’anno.

I lavori dei condomini

Altro grande tema è quello relativo ai lavori che, per continuare ad usufruire del maxi incentivo del 110% devono essere completati entro quest’anno. Altrimenti, lo sconto fiscale passa al 70% e la differenza andrà a carico dei singoli proprietari, anche perché in caso contrario rischierebbero di perdere l’intero contributo. Secondo le stime dell’Ance, in media gli interventi sono completati al 74%, praticamente per tre quarti. Mancherebbe solo l’ultimo miglio ma, durante l’inverno, è difficile prevedere un’accelerazione, soprattutto per le questioni legate al meteo. Di qui la richiesta di una proroga che, però, rischia di scaricarsi sul debito del prossimo anno e, quindi, rallentando ancora il percorso di risanamento dei conti pubblici annunciato da Giorgetti. Due le ipotesi sul tappeto. O prevedere una proroga legata al reddito dei cittadini e, quindi, concentrata sulle fasce medio-basse. O studiare un meccanismo per scaricare l’allungamento delle scadenze sul deficit di quest’anno, quando saranno ancora sospese le regole del patto di stabilità.

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