Domenica 23 Giugno 2024
MONICA PIERACCINI
MONICA PIERACCINI
Economia

Il debito pubblico vale quasi 47mila euro a italiano. Per il superbonus 2mila euro in più

Cos'è il debito complessivo dello Stato, chi lo detiene e i record dal 1980 ad oggi

Banca d'Italia

Banca d'Italia

Lo ha detto qualche giorno fa il ministro del'Economia Giancarlo Giorgetti, lo ha ribadito la premier Giorgia Meloni: il Superbonus ha generato 2mila euro di debito pubblico per ogni italiano. Si va dunque ad aggiungere ai circa 46.900 euro che pesano su ciascuno dei 59 milioni di abitanti del Paese. Tanto infatti, approssimativamente, incide pro capite il debito pubblico, visto che al 31 dicembre 2022, ha raggiunto la cifra record di 2.762,5 miliardi.

Cos'è il debito pubblico Il debito pubblico è il debito complessivo contratto dallo Stato sia con privati, quali imprese, banche, risparmiatori, che con soggetti pubblici, come ad esempio nei confronti di un altro Stato, per far fronte al proprio fabbisogno. Per raccogliere denaro ci sono vari strumenti, quello più utilizzato è l'emissione, tramite il ministero del Tesoro, di titoli di Stato, le obbligazioni, che possono essere a breve, medio e lungo termine, e che vanno a comporre gran parte del debito pubblico. Quello che però incide nella crescita del debito pubblico, oltre alla spesa, sono soprattutto gli interessi passivi che lo Stato paga su questo debito alle banche. Il dato che viene utilizzato per comprendere la situazione economica di un Paese e confrontarla con quella di altri Stati è il rapporto tra debito pubblico e Pil, cioè il prodotto interno lordo.

Come scrive Banca d'Italia nella sua ultima rilevazione, al 31 dicembre del 2022 il debito delle amministrazioni pubbliche era pari a 2.762,5 miliardi; a fine 2021 il debito ammontava a 2.678,1 miliardi, pari al 150,3 per cento del Pil. Il debito è dunque cresciuto, di circa 84,4 miliardi, sia per effetto delle amministrazioni pubbliche (54 miliardi) sia l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio (34,4 miliardi). Se si analizza il singolo mese di dicembre 2022 si rileva una leggera flessione del debito pubblico, pari a 3 miliardi, in quanto dai 2.765 di inizio dicembre è sceso a 2.762 miliardi difine mese.

Chi detiene il debito pubblico italiano Nel corso del 2022 la quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia è cresciuta ulteriormente per effetto degli acquisti di titoli pubblici nell’ambito dei programmi decisi dall’Eurosistema, collocandosi al 26,1 per cento alla fine dell’anno (dal 25,3 per cento al termine del 2021). Circa il 30 per cento è invece in mano alla Bce. Rispetto al Pil, circa il 42 per cento del debito pubblico è complessivamente detenuto da Bce, Banca d'Italia e altre istituzioni europee, mentre il 111 per cento è sul mercato privato.

Il debito pubblico nella storia Nel 1980 il debito pubblico italiano era al 56,08 per cento del Pil, pari a 114 miliardi di euro. Salì al record del 121,84 per cento del Pil nel 1994. Poi è sceso, fino al 99,79 per cento del 2007, durante il secondo governo Prodi, per risalire anno dopo anno. Nel 2015, durante il governo Renzi, il debito pubblico ammontava a 2.173 miliardi, pari al 132,05% per cento del Pil, e da allora ha continuato a salire fino agli attuali 2.762,5 miliardi.