Venerdì 21 Giugno 2024

"Il turismo enogastronomico aiuterà la crescita delle Marche"

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ROBERTA GARIBALDI (nella foto a sinistra), ex Ceo di Enit, oltre ad essere vicepresidente per il Turismo di Ocse, è anche autrice del ‘Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano’, giunto alla sua quinta edizione. Il 15 dicembre parteciperà alla tavola rotonda organizzata da Qn Distretti ‘Turismo enogastronomico: un volano per lo sviluppo del territorio’, che si terrà a Pesaro nel Palazzo Ducale. Insieme a lei, altri ospiti d’eccezione si confronteranno sul turismo enogastronomico e sulla sua importanza nello sviluppo economico e finanziario del Paese. L’evento sarà presentato da Roberto Fiaccarini, responsabile della redazione di Pesaro de il Resto del Carlino e introdotto da Agnese Pini, direttrice di QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Al dibattito parteciperanno anche Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche; Matteo Ricci, sindaco di Pesaro; Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche e vicepresidente di Unioncamere e Giuseppe Marco Litta, direttore territoriale centro est di Bper Banca. A moderare l’incontro sarà Valerio Baroncini, vicedirettore de il Resto del Carlino.

Dottoressa Garibaldi, qual è l’andamento del turismo enogastronomico?

"Non si è mai fermato, dimostrandosi resiliente anche alla prova pandemica. Durante l’emergenza, gli italiani hanno sviluppato una grande propensione a vivere esperienze in spazi aperti in ambito rurale, dove c’è un distanziamento naturale, come cene in vigna, visite ai vigneti e pic-nic, Oggi si continua a cercare questo tipo di esperienze: gli operatori hanno messo in campo una creatività che è rimasta patrimonio del settore".

Quali sono le previsioni per il futuro?

"Come risulta evidente anche dai dati riportati nel nuovo ‘Rapporto sul turismo enogastronomico italiano’, emergono decisi segnali di ripresa dopo un biennio difficile. L’obiettivo, per il prossimo futuro, è generare valore economico e nuove opportunità per le destinazioni, puntando su sostenibilità, innovazione ed esperienzialità".

La richiesta di sostenibilità, in questo settore, sta aumentando?

"Sì. La sostenibilità ha sempre caratterizzato la domanda del turista enogastronomico, ma ora la richiesta è aumentata con riferimento a tutti i parametri. Viene ricercata sia in campo ambientale che economico, ma c’è molta attenzione anche agli ambiti della sostenibilità sociale: dal sostegno alle comunità locali, alle condizioni dignitose di lavoro dei collaboratori, fino a comprendere un trattamento adeguato nei confronti degli animali".

Il turismo enogastronomico può costituire una leva economica importante per il Paese?

"Sì, senz’altro. L’enogastronomia è uno degli elementi più rilevanti nella scelta dell’Italia come destinazione. Più del 90% dei turisti, quando vengono nel nostro Paese, vogliono assolutamente vivere un’esperienza enogastronomica durante il viaggio. In questo senso, noi abbiamo la grande risorsa di poter offrire una varietà estremamente importante di iniziative di questo tipo".

Quali sono i trend principali del turismo enogastronomico?

"Dal nuovo Rapporto sul Turismo enogastronomico emergono dieci nuove tendenze: l’importanza dell’offerta locale; la crescita del biologico; il vino come catalizzatore di prenotazioni; le potenzialità dei birrifici come destinazione turistica; l’apertura delle strade a bici ed escursionisti; la svolta digital per i musei del gusto; la corsa al Patrimonio Unesco; una ristorazione in difficoltà ma eclettica e vivace; l’agriturismo come luogo di benessere e, infine, la capacità di valorizzazione delle grandi regioni del Centro Sud".

Qual è l’andamento del turismo enogastronomico nelle Marche?

"Esaminando la ‘mappa di competitività’, quella che mette in relazione la consistenza numerica delle risorse e il ‘Regional competitiveness index’ della Commissione Europea, nelle Marche, a un contesto territoriale competitivo non corrisponde una capacità altrettanto alta di fare impresa nei singoli comparti. Il 64% dei turisti italiani, inoltre, non sa indicare prodotti o specialità culinarie delle Marche che risulta, infatti, al terzultimo posto nella classifica delle regioni con i prodotti e le specialità più conosciute".