Social media manager, contratto nazionale e codice etico per fermare l'odio in rete

Il presidente Ansmm Peroni: “Mai più Pandoro Gate o casi come quelli della pizzeria di Lodi”

Social media manager
Social media manager

Roma, 25 gennaio 2023 - Finalmente anche i social media manager e i copywriter hanno un contratto nazionale collettivo. "Un risultato storico" al quale ha lavorato Ansmm, l'associazione nazionale social media manager, che si è riunita oggi a Roma in Senato per discutere presente e futuro di questa figura professionale sempre più richiesta.

Il contratto nazionale collettivo è quello dei grafici, la cui ipotesi di accordo è stata siglata a dicembre 2023 dai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom con le parti datoriali. Ma questa non è l'unica novità che riguarda i social media manager. «Alla luce dei fatti di cronaca che hanno coinvolto il mondo dei social, prima con il Pandoro Gate di Chiara Ferragni e poi con il caso della Pizzeria di Lodi, rivendichiamo la scelta fatta un anno e mezzo fa, in tempi non sospetti, di creare un’associazione di categoria per i professionisti della comunicazione digitale, con diritti e doveri ben espressi anche dal nostro codice etico deontologico, dove abbiamo inserito delle linee guida che riguardano il linguaggio inclusivo, la verifica delle fonti, il fact checking e il rifiuto totale per l’hate speech. Tutte questioni che oggi sono diventate un’urgenza nazionale», sottolinea Riccardo Pirrone, presidente dell’Ansmm, pubblicitario e formatore, noto per le sue campagne irriverenti sui social.

Dunque, un codice etico e di comportamento che Ansmm, in rappresentanza di 2mila social media manager italiani, ha messo nero su bianco per promuovere una nuova morale digitale, più inclusiva, e un linguaggio più attento alle diverse sensibilità. Tracciate anche le linee guida per un utilizzo consapevole e responsabile della comunicazione social, fondamentale nell’interazione imprese-consumatori, istituzioni-cittadini, servizio pubblico-utenti. Nel codice si esortano i social media manager a utilizzare un linguaggio inclusivo, con una ferma condanna per la diffusione di notizie false con dolo, per mancanza di verifica delle fonti o per l’uso di un linguaggio offensivo che incita all’odio contro minoranze etniche e religiose.

L'identikit del social media manager in Italia

In Italia su LinkedIn si contano 73mila social media manager, di cui circa 16mila lavorano come freelance. Sono sui 10mila quelli che lavorano nelle pubbliche amministrazioni, secondo quanto emerge dall'ultimo Osservatorio nazionale sulla comunicazione digitale di Associazione Pa e Istituto Piepoli. Il quale traccia anche un identikit del social media manager. Uomo nel 61% dei casi, ha un'età compresa tra i 25 e i 44 anni. Negli enti pubblici il ruolo è svolto per il 38% da un impiegato, il 22% da un addetto alla comunicazione e per il 15% da un responsabile comunicazione. Può essere però un dirigente o un direttore ad occuparsi della strategia social (13% dei casi), o anche un informatico (8%) o il capo ufficio stampa. Il 59% dei social media manager è diplomato, il 41% laureato. Solo il 6% è giornalista iscritto all'albo, il 70% è esperto di comunicazione e informazione digitale non iscritto ad albi specifici. Quanto guadagna? Secondo l'ultima rilevazione di Glassdoor, sito internet e social network nel quale gli impiegati e gli ex impiegati di un'azienda anonimamente recensiscono le aziende e i loro superiori, lo stipendio annuo varia tra i 25mila e i 42.500 euro.

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