Quattro anni per l’ibrido, meno di dieci per l’auto elettrica. Lamborghini traccia il sentiero per affrontare gli anni Venti. Un piano che vale un miliardo e mezzo di euro solo da qui a fine 2024, per elettrificare l’intera gamma: per allora Urus, Huracàn e Aventador saranno tutte ibride con l’obiettivo, da inizio 2025, di dimezzare le emissioni. Il piano ’Direzione Cor Tauri’ è stato annunciato ieri da Stephan Winkelmann, presidente e ceo di Lamborghini. "Dobbiamo ridurre le emissioni, mantenendo inalterato il dna del marchio – sottolinea Winkelmann –. Bisogna avere una macchina che sia anche meglio delle vetture attuali. La sfida è quella di cambiare tutto per non cambiare nulla di fronte al cliente, in modo che abbia lo stesso entusiasmo per le vetture di domani". Lo stabilimento di Sant’Agata,...

Quattro anni per l’ibrido, meno di dieci per l’auto elettrica. Lamborghini traccia il sentiero per affrontare gli anni Venti. Un piano che vale un miliardo e mezzo di euro solo da qui a fine 2024, per elettrificare l’intera gamma: per allora Urus, Huracàn e Aventador saranno tutte ibride con l’obiettivo, da inizio 2025, di dimezzare le emissioni. Il piano ’Direzione Cor Tauri’ è stato annunciato ieri da Stephan Winkelmann, presidente e ceo di Lamborghini. "Dobbiamo ridurre le emissioni, mantenendo inalterato il dna del marchio – sottolinea Winkelmann –. Bisogna avere una macchina che sia anche meglio delle vetture attuali. La sfida è quella di cambiare tutto per non cambiare nulla di fronte al cliente, in modo che abbia lo stesso entusiasmo per le vetture di domani". Lo stabilimento di Sant’Agata, ricorda Winkelmann, è "a zero emissioni dal 2015". Ora tocca alle auto.

Cosa vi aspettate con il passaggio all’ibrido?

"Sono convinto che il cliente sia pronto. Questa è quasi un’aspettativa, una conditio sine qua non in futuro per acquistare una vettura: per il legislatore e perché il tema della sostenibilità è anche un fatto generazionale. In futuro ci saranno prodotti per cui questo sarà parte dei motivi di acquisto o non acquisto. Siamo sicuri che non sia una palla al piede. La nostra ricerca e sviluppo punta a rendere le vetture più performanti di oggi".

Sull’elettrico avete una timeline definita?

"Penso non prima del 2027. Però è ancora una visione. Abbiamo davanti a noi ancora investimenti enormi, crediamo che il primo modello elettrico sia una vettura con un bodystyle diverso da quelle che abbiamo oggi".

Sarà sempre una supersportiva?

"Siamo la supersportiva di ogni segmento in cui siamo presenti. Poi Huracàn e Aventador sono supersportive anche nel bodystyle, mentre Urus è una macchina da tutti i giorni. E anche questo ipotetico quarto modello lo vediamo almeno come 2+2 o come vettura da usare quotidianamente".

Cresceranno anche i dipendenti?

"Per i tre modelli che abbiamo adesso, qui e là ci serviranno competenze particolari ma grosso modo le dimensioni dell’azienda sono quelle. Per il quarto modello dovremo allargarci, come dimensioni aziendali e numero di dipendenti".

Lo stabilimento di Sant’Agata basterà?

"Attualmente sì e potrebbe bastare per il futuro perché ci sono opportunità in termini di terreni".

La pandemia ha avuto un ruolo nella stesura del piano?

"Nell’ultimo anno e mezzodue il tema della sostenibilità ha avuto un’accelerazione mai vista prima. La pandemia non ha rallentato questo tema".

Al culmine del percorso, che azienda sarete?

"Per la prima volta andremo oltre le 9mila vetture vendute all’anno, ora siamo poco sotto le 8mila. Per noi non è importante il numero di vetture vendute, ma il fatto di vendere sempre meno della richiesta, e trovare la marginalità per investire ingenti somme e restare all’avanguardia. Come fatturato e risultato operativo dovremmo crescere, anche come dimensioni aziendali, ma non sarà un’espansione radicale. Un investimento di 1,5 miliardi in pochi anni è già un traguardo incredibile".

Ferrari ha annunciato l’arrivo del primo modello elettrico nel 2025 e Silk-Faw ha ufficializzato il nuovo stabilimento a Reggio Emilia. Il fatto che in pochi chilometri ci siano tre competitor così è una ricchezza o rende più complicato attrarre talenti?

"Ci aspettiamo più competitività, ma anche che ci siano sempre più giovani manager e ingegneri che abbiano voglia di spostarsi in questa regione per trovare lavoro, per cui anche questo può fare da volano. Ci sono luci e ombre, ma vediamo più luci in questo contesto".

Cercherete finanziamenti sui mercati?

"Non sono io a decidere, ma fino ad ora non è pianificata nessuna quotazione in Borsa o qualcosa del genere".

Come andrà il 2021?

"Sta andando molto bene. Nei primi quattro mesi abbiamo consegnato e venduto più dello stesso periodo dell’anno scorso e se va avanti così sarà un anno incredibile per Lamborghini: abbiamo un portafoglio ordini di macchine già vendute che coprono nove mesi produzione".

Riccardo Rimondi