Riscossa Tim: non siamo in vendita: "Altre opportunità nel radar"

L’ad Labriola: noi compratori in futuro. Cessione della rete, il closing atteso per l’estate del 2024

Riscossa Tim: non siamo in vendita: "Altre opportunità nel radar"
Riscossa Tim: non siamo in vendita: "Altre opportunità nel radar"

Pietro Labriola rilancia rilancia il ruolo di Tim, in vista di un possibile consolidamento in Italia nel settore delle telecomunicazioni. Tim "non è in vendita, saremo compratori", ha detto in un’intervista rilasciata a Bloomberg. "Abbiamo venduto la rete per dare una opportunità strategica a quello che resta", ha aggiunto il ceo di Tim, ribadendo come l’operazione con Kkr sulla Netco sia legata alla riduzione del debito della società ma risponda anche a delle dinamiche industriali. "È la stessa cosa che è successa nel mobile quando sono state separate e cedute le antenne, gli operatori non hanno smesso di essere operatori mobili", ha spiegato.

Labriola sottolinea la necessità di costruire le infrastrutture per digitalizzare l’Europa: ci troviamo "in un periodo in cui bisogna affrontare enormi investimenti per le infrastrutture" e "in un periodo di cambiamento per le tlc in cui non è importante essere proprietari della rete". Questa prospettiva, però, va a sbattere con lo stato delle compagnie di telecomunicazioni nel Vecchio Continente. "Servono investimenti e per farli è necessario consolidare il mercato europeo. Si tratta di una necessità non solo italiana, ma dell’intero mercato continentale", ha continuato il numero uno di Tim, sottolineando la diversità tra il Brasile e gli Usa da una parte, dove ci sono tre operatori con business floridi, e l’Europa dove "sono un centinaio".

Per quanto riguarda i rapporti con il primo azionista, il ceo di Tim ha fatto notare che il piano per la cessione della rete è stato approvato a luglio 2022 all’unanimità dal cda. Un board in cui erano presenti anche i francesi. Labriola spiega che anche se "qualcosa è cambiato per Vivendi", "non c’è un piano alternativo" all’operazione firmata con Kkr. "La vendita della rete è importante perché il nostro gruppo ha 20 miliardi di debito ed è qualcosa di molto complesso nel periodo in cui viviamo. A luglio dello scorso anno abbiamo presentato un piano nel quale la vendita della rete offre l’opportunità di ridurre l’indebitamento del gruppo e l’opportunità di avere di nuovo opzioni strategiche ed industriali", ha ribadito. Sulle tempistiche, Labriola si è detto "fiducioso" che sia possibile arrivare al closing entro l’estate, ma non si è sbilanciato sulla possibile causa che i francesi potrebbero intentare per provare a bloccare l’operazione.

L’ad di Tim, ha avviato ieri a Londra un round di colloqui e incontri con investitori e analisti. Il cda attuale licenzierà il pre-consuntivo 2023 nella seduta in programma il 14 febbraio per poi riunirsi di nuovo il 6 marzo per l’approvazione del progetto di bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato al 31 dicembre 2023. Quindi l’assemblea degli azionisti, già in calendario il 23 aprile 2024, è chiamata all’approvazione del bilancio 2023 e a nominare il nuovo consiglio di amministrazione. Quello che traghetterà il gruppo verso il closing della cessione della rete e il definitivo varo della nuova Tim.

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