Riparte il risiko bancario italiano. Il 2024 è l’anno della corsa per Mps

L’istituto senese potrebbe essere al centro di un terzo polo alternativo a Intesa Sanpaolo e Unicredit

Riparte il risiko bancario italiano. Il 2024 è l’anno della corsa per Mps
Riparte il risiko bancario italiano. Il 2024 è l’anno della corsa per Mps

Il 2024 sarà un anno decisivo nel risiko bancario italiano. Quello nel quale potrebbe trovare la sua collocazione una pedina fondamentale: Banca Monte dei Paschi di Siena. Un istituto spesso finito al centro delle cronache tra guai giudiziari, recentemente risolti con l’assoluzione degli ex vertici Viola e Profumo, vicende politiche, con l’intervento del Mef e la successiva decisione di ridurre la partecipazione in vista di una possibile privatizzazione, e le ipotesi di acquisizione che finora hanno trovato solo indiscrezioni e smentite.

A fine novembre il Mef ha messo sul mercato il 25% delle azioni di Mps, incassando 920 milioni di euro e aprendo i giochi che potrebbero portare l’istituto di credito italiano più antico in attività al centro di un terzo polo bancario, alternativo a Intesa Sanpaolo e Unicredit, che aggreghi alcune realtà del credito a forte vocazione territoriale. I due più accreditati contendenti sono Unipol e Banco Bpm, nel quadro di quel processo di consolidamento, soprattutto a livello nazionale, auspicato da Bankitalia e Bce. Questa operazione consentirebbe ai due gruppi, che oggi sono di dimensioni più piccole e dunque fuori da logiche intercontinentali, di entrare nel podio dei big italiani, anche se più volte sia il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, sia l’omologo di Banco Bpm, Massimo Tononi, hanno fatto sapere di non essere interessati.

Tuttavia, se vorranno continuare il percorso di crescita della profittabilità anche in condizione di discesa dei tassi, i due istituti dovranno puntare sull’incremento per linee esterne. E Mps rappresenta la preda perfetta. La banca senese, infatti, oggi è una realtà ben ristrutturata, che ha recuperato un forte appeal avendo ‘pulito’ i bilanci dal punto di vista dei crediti incagliati e ritornando all’utile, peraltro significativo, dato che per l’esercizio 2023 si prospettano profitti ben oltre il miliardo.

Inoltre, il disimpegno del Tesoro rende più appetibile Mps, che in questa fase non genererebbe quelle diseconomie che qualche tempo fa portavano a far scendere in Borsa i titoli delle banche che venivano indicate come potenziali acquirenti. Resta da capire quali saranno i protagonisti, le condizioni e il prezzo di un’operazione che quest’anno, probabilmente, si farà. "Ora la Cenerentola Mps è molto più ambita – ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – E sono convinto che nel 2024 possa concretizzarsi una soluzione in grado di ridefinire il sistema bancario italiano in un’ottica policentrica".

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