Lunedì 22 Aprile 2024

Rinnovabili, la rivoluzione gentile: "Al via le Comunità energetiche"

Il ministro Pichetto Fratin: "Mettiamo insieme le realtà di un territorio per produrre e autoconsumare da fonti pulite"

Il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin

Il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin

"Le comunità energetiche sono una rivoluzione gentile per una transizione giusta che includa tutti. Che porti vantaggi ambientali e che consenta di ridurre il costo delle bollette". Così il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin.

Ministro Pichetto Fratin, il 24 gennaio è entrato in vigore, dopo lunga attesa, il decreto attuativo per le Comunità energetiche rinnovabili, che ne stabilisce i perimetri e gli incentivi. Cosa significa per il Paese?

"Con il provvedimento si aprono grandi spazi per uno strumento innovativo che dobbiamo far conoscere agli italiani in tutte le sue straordinarie potenzialità. Per questo da domani, proprio da Bologna, inizierà un vero e proprio giro d’Italia del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, con il Gestore dei Servizi Energetici – il GSE – e Unioncamere. Si tratta di una serie di iniziative per agevolare la comprensione e la diffusione delle opportunità che mettiamo a disposizione dei cittadini che decideranno di associarsi in una CER".

I vantaggi per l’ambiente sono chiari. E per i consumatori? L’azione dal basso per la tutela del pianeta porta anche vantaggi economici per chi aderisce alle comunità energetiche?

"L’obiettivo è quello di ridurre il costo delle bollette energetiche dei cittadini grazie all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, anche per chi non ha disponibilità di risorse o spazi per installare il fotovoltaico. Il beneficio economico è tanto maggiore quanto maggiore sarà l’autoconsumo. Le CER sono inoltre uno strumento in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra e a rafforzare la sicurezza energetica del Paese. Una CER infatti mette insieme cittadini, piccole e medie imprese, enti territoriali e autorità locali, cooperative, enti di ricerca, enti religiosi, del terzo settore e di tutela ambientale, che condividono l’energia elettrica rinnovabile prodotta da impianti nella disponibilità di uno o più soggetti associati".

Come mai una attenzione particolare è prevista per i piccoli comuni?

"L’Italia è ricchissima di piccoli comuni e borghi, per questo abbiamo previsto una misura apposita. Per noi ha un valore anche etico, di stimolo alla coesione di cittadini e forze locali. Sono convinto che le CER possano contribuire in modo sensibile allo sviluppo e al rilancio dei territori che da tempo sono soggetti a un processo di indebolimento economico, sociale e di spopolamento. Le Comunità Energetiche possono essere una risposta efficace al contrasto alla povertà energetica in Italia, condizione in cui si trovano almeno 2,2 milioni di famiglie. Non è un caso infatti che proprio le Diocesi e le parrocchie siano tra i soggetti che si sono attivati per primi".

Che tipi di impianti verranno incentivati? E quali sono i requisiti per entrare a far parte di una comunità energetica?

"L’impegno è consistente, un investimento complessivo di 5 miliardi e 700 milioni. Due le strade per promuovere lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i 5mila abitanti e che supporterà lo sviluppo di 2 GigaWatt complessivi. Una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale. I due benefici sono tra loro cumulabili, favorendo lo sviluppo di 5 GigaWatt complessivi di impianti di produzione di energia rinnovabile".

Quante comunità potrebbero nascere in Italia? E quale prevedete sarà l’apporto di nuova energia rinnovabile?

"Uno studio del Politecnico di Milano ipotizza la possibilità di sviluppare 20mila CER entro il 2027. Le stime della guida Enea alle CER prevedono che entro il 2050 circa 264 milioni di cittadini europei diventeranno produttori e consumatori di energia, con la possibilità di generare da fonti rinnovabili fino al 45% dell’energia elettrica necessaria ai propri consumi. Sono numeri degni di una rivoluzione “gentile” nel settore dell’energia che darà con contributo alla protezione dell’ambiente".

Come evitare il rischio che una ottima iniziativa sia frenata dalla burocrazia?

"Ho grande fiducia negli italiani e sono convinto che sapranno cogliere questa opportunità. Le linee guida sono state definite nei minimi particolari proprio al fine di velocizzare le procedure e non creare ingorghi burocratici. Con ogni evidenza si tratta di una sfida anche per la Pubblica Amministrazione, al fine di promuovere anche in Italia una transizione giusta che possa includere tutti".

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