Fisco, la voce delle Pmi. "Una riforma giusta con meno burocrazia"

Granelli (Confartigianato): si crea un clima di fiducia

Marco Granelli (Confartigianato)

Marco Granelli (Confartigianato)

Roma, 24 ottobre 2023 – Il governo, con i due decreti su scadenze semplificate e nuove garanzie per i contribuenti, punta a un rapporto più equilibrato tra fisco e imprese. Ritenete adeguate le soluzioni approvate?

"Confartigianato, da sempre, ritiene indispensabile creare un clima di reciproca fiducia e trasparenza fra cittadini e amministrazione finanziaria – avvisa Marco Granelli, il presidente della confederazione che associa piccole e medie imprese del settore –. E proprio in questa direzione vanno alcune norme di attuazione dei principi della legge delega".

A quali si riferisce, nello specifico?

"In particolare, mi riferisco alla generale applicazione del contraddittorio, a pena di annullabilità degli atti, al potenziamento dell’istituto dell’autotutela, a una maggior conoscibilità di circolari, direttive e risoluzioni, e all’istituzione del Garante nazionale del contribuente. È necessaria anche una radicale semplificazione degli adempimenti sia attraverso una riscrittura del calendario fiscale, che sembra trovare posto nel decreto legislativo. Ma ancora di più, serve una reale semplificazione normativa che necessariamente deve passare per l’emanazione di un codice tributario, peraltro previsto dalla stessa legge delega, che metta ordine nelle tante norme frutto di un modo di legiferare caotico ed episodico".

Che cosa vi convince di più del possibile nuovo assetto?

"Della legge delega in generale apprezziamo soprattutto il fatto che il legislatore delegato sarà chiamato, dopo decenni, a intervenire non soltanto sulle norme sostanziali riguardanti la gestione del singolo tributo, ma anche sui procedimenti e sulle patologie del rapporto tributario".

Anche per rimodulare sanzioni che spesso sono esagerate oltre misura?

"Il legislatore sarà chiamato a rivedere il sistema sanzionatorio, per renderlo maggiormente proporzionale al danno determinato dal comportamento illecito, il sistema della riscossione e il processo tributario. Insomma, una delega che se “messa a terra“ potrà migliorare il sistema tributario nella sua interezza".

Quanto e come incide la burocrazia fiscale sulle imprese piccole e medie?

"Oggi l’Italia ha il record negativo per la burocrazia fiscale: basti dire che per districarsi tra scadenze e adempimenti alle micro e piccole imprese servono 238 ore l’anno, 56 ore in più rispetto alla media dei Paesi Ocse".

Che cosa occorre fare ulteriormente per andare oltre gli interventi previsti nella riforma?

"I principi di delega sono ampi e ben articolati e permettono un importante cambio di paradigma: un fisco più attento alla prevenzione piuttosto che a inseguire e a reprimere i comportamenti illeciti a distanza di anni. In questo senso si muovono il rafforzamento della cooperative compliance per le grandi imprese e il concordato preventivo biennale per le piccole imprese. In pratica, i contribuenti avranno la possibilità, in via preventiva, di instaurare un dialogo con l’amministrazione finanziaria finalizzato a dare certezze al rapporto tributario. Così potranno ridursi sia gli spazi di evasione che le incertezze normative di una legislazione che, nel corso degli anni, è divenuta una vera e propria Torre di Babele".

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