Venerdì 19 Aprile 2024

Pnrr, spesa quasi metà dei fondi. Il governo: "E ora acceleriamo"

Alla fine del 2023 già sborsati 46,65 miliardi di euro su 102,5. La premier Meloni: abbiamo ancora molto da fare

Pnrr, spesa quasi metà dei fondi. Il governo: "E ora acceleriamo"

Pnrr, spesa quasi metà dei fondi. Il governo: "E ora acceleriamo"

Il lavoro non è finito. Anzi, ora si deve accelerare, perché si entra in una fase decisiva in cui dagli impegni e dai progetti bisognerà passare all’apertura e, soprattutto, alla chiusura dei cantieri. Ma il giorno dopo il verdetto della Commissione Europea, che ha piazzato al primo posto l’Italia per numero di obiettivi e riforme conseguiti, la relazione semestrale sullo stato di avanzamento del Pnrr fa tornare il sorriso a Palazzo Chigi dopo le preoccupazioni e gli allarmi sull’effettiva capacità di realizzare gli interventi previsti. Alla fine del 2023 il nostro Paese ha speso circa la metà dei fondi finora erogati dall’Ue: 46,65 miliardi su 102,5. Lo scorso anno sono stati utilizzati 21,1 miliardi, praticamente quello che era stato impegnato sommando le attività dei primi due anni del piano. Se l’Ue nei prossimi giorni darà il via libera anche alla quinta rata (la richiesta di pagamento è partita alla fine di dicembre) la dote già incassata salirà a 113 miliardi, pari a oltre il 58% dei 194,4 miliardi stanziati in sede europea.

La vera sfida del governo è stata la rimodulazione del piano, con progetti per 30 miliardi (un terzo dei quali affidati ai Comuni) che sono usciti dal Pnrr e che troveranno nuove coperture. Progetti incompatibili con i tempi (giugno 2026) previsti per il completamento delle opere. La rimodulazione sarà oggetto del quarto decreto che ancora tarda ad arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri.

Soddisfatta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per "i tanti obiettivi centrati" che "ci incoraggiano a dare sempre di più", anche se avverte: "Il lavoro non è finito, abbiamo ancora molto da fare". Ma ora il ritmo della spesa accelererà, sottolinea il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Raffaele Fitto, ribadendo anche il clima di lavoro "molto positivo e costruttivo" con la Commissione Ue".

Ma come sono stati spesi i soldi del Pnrr? La maggior parte delle risorse fa riferimento al Superbonus e ai crediti d’imposta per le imprese. In particolare, 13,9 hanno finanziato i lavori di efficientamento energetico, con la concessione della maxi agevolazione del 110% e altri 10,7 miliardi sono stati assorbiti dai crediti di imposta previsti con il cosidetto piano "Transizione 4.0", fondi destinati a stimolare gli investimenti in ricerca e sviluppo. Altro punto critico, è quello relativo alle cifre spese nel 2023, 21,2 miliardi, un risultato decisamente inferiore ai 40,9 miliardi di euro segnalati nelle previsioni ufficiali. L’accelerazione della spesa, insomma, è ancora tutta da realizzare.

In cima alla classifica dei ministeri per spesa complessiva al 31 dicembre 2023 c’è il dicastero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con 14 miliardi. A seguire, il ministero delle Imprese e del Made in Italy con 13,76 miliardi; qui pesano i crediti d’imposta per le imprese e gli altri bonus erogati con meccanismi automatici. Terzo, con 6 miliardi, il dicastero delle Infrastrutture e dei trasporti, che però è anche il primo per risorse totali da spendere: ben 33,78 miliardi (su 151,4 totali) entro il 2026.

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