Il pensionato, quei 77 euro da comparsa per un film e la multa Inps da 20mila. Cosa dice la normativa

Ci sono centinaia di casi simili a quello raccontato dal Corriere della Sera sull’uomo che ha lavorato un giorno e si è visto chiedere indietro la pensione di un anno

Roma, 24 gennaio 2024 – Lavorare un giorno per poche decine di euro e vedersi chiedere indietro l’intera pensione di un anno. E’ quanto sarebbe accaduto a Robert Stark, un pensionato meranese, secondo quanto raccontato dal quotidiano Corriere della Sera.

Il pensionato, quei 77 euro da comparsa per un film e la multa Inps da 20mila. Cosa dice la normativa
Il pensionato, quei 77 euro da comparsa per un film e la multa Inps da 20mila. Cosa dice la normativa

Il caso

Una storia riportata dal Corriere secondo la quale l’uomo, dopo aver lavorato 30 anni in un’azienda di prodotti di riscaldamento è andato in pensione approfittando della finestra concessa da Quota 100. “Una volta in pensione – ha raccontato Stark al Corriere della Sera – mi si è presentata l’opportunità di fare la comparsa nel ruolo di un avvocato del Tribunale di Trento nel film su Ilaria Capua, "Io trafficante di Virus". Il 22 Giugno del 2021 ottengo quindi il compenso di 77 euro per la mia giornata di lavoro”.

Incassa 77 euro ne deve pagare 20mila

Ma mai avrebbe pensato che quella giornata di lavoro pagata 77 euro, e regolarmente dichiarata al fisco, gli sarebbe costata così tanto. L’Inps infatti gli avrebbe recapitato un’ingiunzione di pagamento da oltre 20mila euro. In sostanza dovrebbe restituire questa cifra all’Istituto nazionale di previdenza sociale. 

Una storia, raccontata dal Corriere della Sera, che non sarebbe un caso isolato, anzi.

Decine di casi

“Ci sono ormai decine di casi come questo di cui siamo a conoscenza – spiega Ezio Cigna, responsabile nazionale delle politiche previdenziali della Cgil –. Situazioni nelle quali vengono richieste indietro dall’Inps cifre assolutamente sproporzionate rispetto a quanto accaduto”.

Quota 100 e la norma

Ma perché vengono richiesti indietro dei soldi? Chi è andato in pensione “approfittando” di Quota 100 (norma introdotta dal Governo Conte 1 quanto viceprimoministro era Matteo Salvini che aveva fortemente voluto Quota 100) non può infatti lavorare. La legge che ha permesso di accedere alla pensione con Quota 100 (così come per le successive evoluzioni di Quota 102 e 103) prevede che non si possa cumulare un reddito da lavoro dipendente o autonomo fino al compimento dell’età pensionabile di vecchiaia (fatta eccezione per 5.000 euro lordi annui di lavoro autonomo occasionale). “Questo lo riteniamo assolutamente giusto e sensato. Sarebbe un controsenso permettere ad alcuni di anticipare la pensione per poi mettersi a lavorare da un’altra parte”, spiega Cigna.

Sanzione sproporzionata

"Ma la norma però non prevede quale debba essere la sanzione. E’ invece una circolare dell’Inps che ha stabilito che nel caso uno svolga un lavoro dipendente il pagamento della pensione debba essere sospeso per l’intero anno in cui si è svolta l’attività lavorativa”, spiega Cigna. Quindi l’Inps chiede indietro tutti i soldi della pensione versati per quell’anno in cui si è lavorato, anche fosse un solo giorno.

I tribunali

Chi ha ragione? “Ci sono state alcune sentenze sia in primo grado che in appello che, pur confermando la correttezza della norma, hanno però evidenziato una sproporzione delle sanzioni comminate a chi ha lavorato. Chiedere indietro un anno di pensione per una persona che ha lavorato dichiarandole (se lo avesse fatto in nero paradossalmente non gli sarebbe accaduto nulla) per poche decine o centinaia di euro non è proporzionato”, spiega Cigna.

La sentenza della Consulta

"Ma la linea sposata dai tribunali con sentenze in primo e secondo grado non è stata seguita dalla Corte Costituzionale che ha ribadito la non cumulabilità delle cifre da lavoro dipendente (senza far riferimento a una proporzionalità nella sanzione) con la preclusione assoluta di svolgere lavoro subordinato come prevede la legge che disciplina del pensionamento anticipato Quota 100 impone”.

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