Lunedì 22 Aprile 2024

Pec, quando è obbligatoria e quanto costa

La posta elettronica certificata è sempre più utilizzata anche in Italia. In un anno le attivazioni sono aumentate dell’80%

Sostituire la fila allo sportello di un ente pubblico con un colpo di mouse davanti al proprio computer è possibile? Per sempre più italiani la risposta è affermativa.

Per chi è obbligatoria la Pec
Per chi è obbligatoria la Pec

Le occasioni per dribblare la burocrazia utilizzando scorciatoie digitali che garantiscano sicurezza e riservatezza stanno infatti crescendo in fretta, come il numero di persone che scelgono di adottarle. Una delle chiavi di volta abbinate alla sempre più gettonata identità digitale è la pec, la posta elettronica certificata, il servizio attraverso il quale si possono inviare e ricevere comunicazioni con gli uffici della pubblica amministrazione (e anche tra privati) che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

I numeri in Italia

Il legislatore italiano ha citato per la prima volta il sistema di posta elettronica certificata nel 2003, anche se il vero e proprio avvento operativo può essere individuato nel 2005. Da allora la camminata verso un futuro sempre più digitale si è trasformata in una corsa, a tratti forsennata. Nel nostro Paese infatti l’utilizzo di questo servizio è in rapida e costante crescita: lo dimostrano i circa 14 milioni e mezzo di indirizzi attualmente attivi, (dati dell’Agenzia per l’Italia Digitale) numero al quale si è arrivati anche grazie ad attivazioni aumentate dell’80% in un solo anno. E una volta attivata, la pec non viene certo abbandonata a se stessa, come dimostrano i dati (sempre di Agid) che parlano di 493 milioni di messaggi scambiati nell’arco di un bimestre a inizio 2023.

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Perché usare la pec

Dall’ottobre del 2020 per svolgere una attività imprenditoriale è necessario disporre di un ‘domicilio digitale’ che viene indicato nel registro delle imprese e che oltre alla casella di posta elettronica certificata include anche i servizi elettronici di recapito certificato qualificato. Sicurezza e affidabilità sono infatti requisiti imprescindibili abbinati a questo tipo di servizio, al quale si può accedere soltanto dopo essersi registratati (ovviamente utilizzando i canali digitali), tramite Spid, Carta di identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

Per chi vale l’obbligo

Le prime disposizioni che hanno inserito nel nostro ordinamento l’obbligo di possedere un indirizzo pec risalgono al 2009 e da allora si sono registrati progressivi aggiornamenti. Le categorie coinvolte, oltre alle pubbliche amministrazioni, sono:

  • i professioni iscritti a un albo
  • le nuove società di persone a partire dal 2009
  • le società di persone già costituite a partire dal 2011
  • le partite iva e le ditte individuali, compresi gli artigiani, a partire dal 2013

Sono invece esentate le partite iva assoggettate al regime forfettario (ad eccezione di quelle iscritte a un albo professionale o alla Camera di Commercio). E’ però vero che a prescindere dall’obbligo, tanti hanno comunque deciso di usufruire del servizio semplicemente per i vantaggi offerti, che comprendono anche significativi risparmi di tempo e ottimizzazione di risorse. Tanto più se si considera che mediamente possedere un indirizzo pec costa circa 5 euro all’anno.

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A cosa serve la pec

L’utilizzo di posta elettronica certificata è richiesto in una moltitudine di ambiti, che spaziano dalla partecipazione a bandi, concorsi e gare d’appalto, fino alla trasmissione di documenti riservati. Altri campi di applicazione riguardano l’invio e la ricezione di fatture, ma anche la convocazione di assemblee di vario titolo, la gestione di comunicazioni ufficiali e di rilevanza legale sia in ambito pubblico che privato e, a partire dal 6 luglio, anche la possibilità di ricevere direttamente le comunicazioni provenienti dai vari uffici della pubblica amministrazione, in sostituzione dunque degli avvisi recapitati fisicamente dal portalettere.

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