Panetta al debutto, “Bce sia cauta, l'inflazione è in forte calo”

ll neo governatore della Banca d’Italia lancia il suo appello a Lagarde: “No ad aggiustamenti bruschi. L'attuale livello dei tassi è sufficiente per riportare l'inflazione al 2 per cento”

Il governatore di Bankitalia Fabio Panetta
Il governatore di Bankitalia Fabio Panetta

Roma, 30 novembre 2023 - “Evitare aggiustamenti bruschi che possono fare male all'economia. I tassi attuali sono a livelli sufficienti a riportare l'inflazione al 2 per cento, quindi la disinflazione è ben avviata”. E' questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal nuovo governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nella sua prima uscita pubblica, al congresso per il 60esimo anniversario di Iccrea a Roma. I dati dell'inflazione che arrivano da Germania e Francia fanno ben sperare, in quando hanno segnato indebolimenti più marcati del previsto. Lo stesso quelli di novembre usciti da Istat. Secondo il governatore l'inflazione media nell'area euro "è in forte calo" e "in base alle proiezioni diffuse dalla Bce in settembre e ai dati divenuti successivamente disponibili, l'attuale livello dei tassi sarebbe sufficiente a riportare l'inflazione in linea con l'obiettivo del 2 per cento nel medio termine", ha detto.

Dopo che la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha annunciato che il consiglio direttivo rivaluterà la sua posizione di politica monetaria a metà dicembre, sulla base di nuovi dati e proiezioni aggiornate, anche per il 2026", arriva dunque il messaggio di Panetta alla Banca centrale europea, secondo cui la politica monetaria restrittiva deve essere applicata in un arco di tempo breve, "il tempo necessario a consolidare la disinflazione”. “La durata di questa fase - ha sottolineato Panetta - dipenderà dall'evoluzione delle variabili macroeconomiche; potrebbe essere più breve qualora la persistente debolezza dell'attività produttiva accelerasse il calo dell'inflazione". Fondamentale, infatti è "evitare inutili danni per l'attività economica e rischi per la stabilita finanziaria, che finirebbero oltretutto per mettere a rischio la stessa stabilità dei prezzi". E su questo, il numero uno di Bankitalia ha rilevato come "la trasmissione degli impulsi monetari alle condizioni di finanziamento si stia rivelando più forte di quanto era stato previsto. I costo dei prestiti bancari è considerevolmente aumentato. La dinamica della moneta e del credito è rapidamente scesa su valori simili o inferiori a quelli registrati in seguito alla crisi finanziaria e a quella dei debiti sovrani nell'area dell'euro". 

Insomma, la conclusione del governatore, “è necessario procedere con cautela nel processo di normalizzazione del bilancio: dopo aver innalzato i tassi ufficiali a un livello che consentirà di riconquistare la stabilità dei prezzi, una brusca contrazione del bilancio, dopo quella già rapida dei mesi scorsi, avrebbe effetti restrittivi sull'economia che non sarebbero giustificati dalle prospettive dell'inflazione”.

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