Lunedì 17 Giugno 2024
MONICA PIERACCINI
MONICA PIERACCINI
Economia

Obbligazioni o azioni? I segnali che arrivano dal mercato 'orso' di inizio 2023

Buoni rendimenti per i Treasury, ma l'euforia coinvolge anche i piccoli investitori che puntano sui titoli azionari più speculativi

Il 2022 è stato pessimo per le borse mondiali (Ansa)

Il 2022 è stato pessimo per le borse mondiali (Ansa)

Usciti come sembra dal picco dell'inflazione e scongiurato – almeno per il momento – il rischio recessione, la fase economico-finanziaria è ancora molto incerta. I risparmiatori si mantengono perciò cauti e a fianco delle azioni tornano a inserire le più sicure obbligazioni nel loro portafoglio. Una tendenza rilevata Oltreoceano anche dal Wall Street Journal. Inflazione e rialzo dei tassi hanno fatto scendere insieme sia azioni che obbligazioni. In particolare, l'indice Msci Usa ha lasciato sul terreno il 16,7% da inizio 2022 e i Treasury decennali il 16%. La scommessa è capire se saranno le azioni o i bond a risalire per primi. Nel frattempo, però, agli investitori le azioni sembrano ancora costose con il rischio di finire con il sacrificare i rendimenti.

Le obbligazioni Usa

I Treasury, cioè le obbligazioni degli Stati Uniti sono tornati invece interessanti e continueranno ad esserlo a meno che l'inflazione non resti alta. Anche visti dall'Italia, i bond Usa potrebbero risultare appetibili. Sono obbligazioni emesse dal Governo di uno Stato solido economicamente e hanno perciò una probabilità estremamente bassa di insolvenza, oltre che un rendimento generalmente maggiore di quelli italiani. Ci sono, ovviamente, tutte le consuete riflessioni da fare per un risparmiatore che vuole investire e che deve quindi considerare quanto vuole rischiare, quando avrà bisogno dei soldi che investe, oltre ad altri fattori legati al bond stesso, quali la durata dell'obbligazione – più è lunga più aumentano i rischi – la data di scadenza – più è vicina e meno renderanno – e se è legato all'inflazione o meno.

Sui mercati è tornata l'euforia

Dopo un anno particolarmente difficile, come è stato il 2022, il 2023 si è aperto con l'euforia, tanto che il mercato orso ha sopravvalutato anche le obbligazioni. Ma non manca chi stia facendo acquisti sulle azioni. Come scrive l'esperto Giuseppe Cloza nella sua newsletter 'Bassa Finanza', “le statistiche dei mercati indicano che i piccoli investitori sono già tornati all’assalto dei titoli azionari più speculativi, o quelli di moda, quelli che promettono guadagni veloci, fomentando un rialzo ammantato dalla speranza che il peggio sia alle spalle, l’inflazione domata, i rialzi dei tassi di interesse quasi finiti e tutto rose e fiori di nuovo. Tutto come prima, insomma. È la tendenza umana: non si cambia, a meno di non esserci costretti”. Ad essere tornati alla riscossa in questo inizio 2023 sono anche i 'social traders', ovvero, spiega Cloza "quelli che si danno appuntamento sulle chat per decidere su quale titolo speculare, divertendosi a far schizzare in alto le quotazioni di titoli di aziende semi defunte, le cosiddette 'meme stocks'. Per avere un’idea del fenomeno, basta pensare che una delle chat più frequentate, WallStreetBets – Scommesse a Wall Street, su Reddit, ha ben 13 milioni di utenti".