Sabato 20 Luglio 2024
EMILY POMPONI
Economia

Mutui, rata oltre i 700 euro se la Bce alza i tassi: simulazioni e scenari

La riunione di Francoforte è alle porte e si prospetta l’ennesima stangata per i titolari di mutuo a tasso variabile. Ma gli analisti si dividono: nuovo rialzo o pausa?

Roma, 13 settembre 2023 - Quale sarà il destino dei mutui? Dopo un’estate pesante è finalmente arrivato il momento di scoprirlo. L’attesa riunione della Banca centrale europea del 14 settembre è infatti arrivata e domani i vertici di Francoforte decideranno se alzare i tassi d’interesse di altri 25 punti base oppure prendersi una pausa dalla stretta monetaria e gli inevitabili aumenti.

Cresce la preoccupazione tra i consumatori che, con rate ormai altissime, sono alla stregua: l’ennesimo innalzamento dei tassi d’interesse determinerebbe un aumento del 66% della rata del mutuo variabile rispetto al 2022. Cosa succederà? In attesa di conoscere il verdetto, ecco qui scenari possibili e simulazioni.

Bce, tassi, denaro
Bce, tassi, denaro

Riunione Bce 2023: rialzo o pausa?

Giovedì 14 settembre la Bce dovrà decidere se innalzare ancora i tassi d’interesse oppure optare per pausa nella stringente politica monetaria. La scelta sarà molto complicata, considerando la particolare situazione economica che sta vivendo l’Eurozona. Ad ogni modo, se prima dell’estate si respirava certezza sulla morsa della Bce nella lotta all’inflazione, oggi gli analisti si dividono tra chi è convinto che la Banca centrale innalzerà i tassi e chi no. Se la Bce decidesse di mantenere i tassi invariati prendendo una pausa dalla stretta monetaria, questo potrebbe tradursi come un abbandono prematuro alla lotta contro l’inflazione. Diversamente, l’ennesimo innalzamento dei tassi aggraverebbe l’incombente recessione economica.

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Aumento tassi Bce: simulazione rata

Un titolare di mutuo a tasso variabile pagherebbe il 66% in più rispetto a un anno fa. Tradotto in numeri, la rata del mutuo potrebbe sfiorare i 760 euro qualora la Bce decidesse domani di innalzare i tassi di altri 25 punti base. È quanto simulato dagli esperti di Facile.it e Mutui.it, prendendo come riferimento un mutuo a tasso variabile da 126 mila euro con piano di rimborso di 25 anni sottoscritto nel 2022. Il TAN di partenza a gennaio 2022 era pari allo 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto dalla Bce, il tasso del mutuo preso in esame è salito di molto, arrivando a toccare a settembre 2023 il 5,05%, con una rata di circa 740 euro. Oggi, dunque, il mutuatario si trova a pagare quasi 285 euro in più (+62%) rispetto alla rata iniziale di gennaio 2022. Ipotizzando che domani, alla riunione del 14 settembre, la Bce decidesse di continuare con la stretta monetaria annunciando un ulteriore incremento dello 0,25%, la rata mensile del finanziamento analizzato potrebbe arrivare addirittura a 759 euro, con un aggravio di ben 303 euro rispetto a quella iniziale (+66%). Al contrario, se la Banca centrale opterà per uno stop, allora non dovrebbero esserci grosse variazioni sul fronte delle rate, fermo restando - sottolineano gli esperti - che l’Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi Bce, ma non è detto che lo faccia in modo speculare.

Previsioni mutui: quando scenderanno i tassi?

I Futures sugli Euribor di settembre evidenziano una continua crescita, seppur in misura minore, del tasso di interesse. Ad ogni modo, il picco previsto per dicembre al 3,90% non è tanto superiore al valore dell’indice attuale (già al 3,80%). Ciò significa che, se la Bce dovesse alzare i punti base, il tasso d’interesse arriverebbe al 5,15% con una rata di 748 euro. Tuttavia, la buona notizie è che con l’inizio del 2024 la tendenza dovrebbe finalmente invertirsi. Dando un’occhiata alle quotazioni di giugno 2024, il tasso del mutuo variabile analizzato dagli esperti potrebbe scendere al 4,92% per poi arrivare a 4,28% a giugno 2025.

E il mutuo giovani?

Le agevolazioni per gli under 36 sono in scadenza a dicembre, ma dal governo ancora non è arrivata nessuna proroga. E senza un intervento la garanzia fino all’80% con Consap che ha garantito alle giovani generazioni di acquistare la prima casa rischia di scomparire. I numeri parlano chiaro: secondo l’analisi di Facile.it, nel primo semestre 2021 i richiedenti con meno di 36 anni rappresentavano il 43,4% delle richieste totali di mutui prima casa, tra gennaio e giugno 2023 questo valore ha raggiunto il 51,3%. “A soffrire dell’eventuale scelta di non prorogare l’iniziativa sarebbero proprio i ragazzi - spiegano gli esperti di Facile.it. - i quali avrebbero di fatto meno possibilità di acquistare una casa. La speranza è che la misura venga prorogata non solo per la fine del 2023, ma anche nel 2024 e con scadenza non più trimestrale”.