Giovedì 13 Giugno 2024

Toblerone e Oreo, cioccolato “troppo salato”: multa di 337 milioni della Ue

Secondo l’antitrust, la multinazionale Mondelez ha attuato pratiche per tenere alti i prezzi dei suoi snack e dolci (anche Côte d'Or, Milka, Lu e Ritz) nei singoli paesi Europei

Roma, 23 maggio 2024 – Toblerone e Oreo “troppo salati”. Ma non si tratta di una questione di “sapidità”, bensì di una questione di prezzo. Un prezzo “salato” appunto che è costato caro alla multinazionale Mondelez, il colosso del cioccolato proprietario di questi marchi (ma anche di Côte d'Or, Milka, Lu e Ritz) che è stata multata dalla Ue: una sanzione di 337,5 milioni di euro. Il motivo? Aver gonfiato i prezzi.

Una stecca di toblerone e Margrethe Vestager, commissaria europea per la concorrenza
Una stecca di toblerone e Margrethe Vestager, commissaria europea per la concorrenza

Oreo e Toblerone, ma anche Côte d'Or, Milka, Lu e Ritz sono infatti slcuni tra gli snack e i dolciumi più amati dagli europei – e non solo – ma, purtroppo per le tasche degli estimatori di queste prelibatezze, sono stati venduti a prezzi gonfiati nel continente a sfregio delle regole Ue sulla concorrenza.

Al termine di un'indagine durata tre anni, Bruxelles ha inflitto a Mondelez, il colosso del cioccolato proprietario dei celebri marchi, una multa da 337,5 milioni di euro per aver ostacolato il commercio transfrontaliero, impedendo ai rivenditori europei di acquistare i prodotti nei Paesi Ue dove i prezzi erano più bassi.

Una stangata che, seppur ridotta del 15% a seguito dell'ammissione di colpevolezza della società, entra nella top ten delle sanzioni più salate mai comminate dall'antitrust Ue per pratiche anticoncorrenziali.

Avviata l'istruttoria nel gennaio 2021, la squadra della responsabile della Concorrenza Ue, Margrethe Vestager, si è soffermata sulla condotta del gruppo di Chicago, Illinois, tra il 2006 e il 2020. Le evidenze raccolte indicano che il gigante dell'alimentare, nato da Kraft Foods, nel periodo incriminato ha stipulato accordi anticompetitivi o pratiche coordinate illegali, suddividendo di fatto il mercato unico dell'Ue in segmenti nazionali più piccoli per mantenere alti i prezzi. Una pratica contraria a uno dei principi essenziali del progetto europeo: la libera circolazione delle merci.

Il gruppo ha inoltre abusato del proprio potere di mercato ostacolando le importazioni di barrette di cioccolato da alcuni Paesi ad altri – ad esempio dall'Olanda verso il Belgio –, dove vendeva invece i suoi prodotti a prezzi più alti. "L'obiettivo era quello di evitare che il commercio transfrontaliero portasse a diminuzioni dei prezzi nei Paesi con prezzi più alti”, ha sintetizzato Bruxelles nelle sue conclusioni.

La multinazionale, oltre a cooperare con le autorità europee, si è difesa affermando che si è trattato di "incidenti storici e isolati, la maggior parte dei quali risolti ben prima dell'indagine”. L'Ue tuttavia è “determinata a sostenere le libertà fondamentali”, ha rimarcato Vestager, a sottolineare che le pratiche sleali non potevano che essere punite.

Sul territorio europeo, generalmente i prezzi per lo stesso prodotto possono variare dal 10 al 40% e gli scambi transfrontalieri hanno la capacità di farli abbassare, aumentando al tempo stesso la disponibilità dei prodotti a beneficio dei cittadini. Un principio "particolarmente importante - ha scandito leader dell'antitrust Ue - in tempi di elevata inflazione”.