"In ogni nuova bozza della manovra che circola, ci sono sempre meno fondi per l’editoria. Nell’ultima siamo a meno 100 milioni, quando ne servirebbero almeno 500". La denuncia è del deputato di Fratelli d’Italia, capogruppo in commissione Editoria e responsabile Innovazione di Fd’I, Federico Mollicone (nella foto), che annuncia battaglia a colpi di emendamenti in commissione e in Aula, "in solidarietà con gli editori, i giornalisti e gli edicolanti". Onorevole, che succede sul fronte...

"In ogni nuova bozza della manovra che circola, ci sono sempre meno fondi per l’editoria. Nell’ultima siamo a meno 100 milioni, quando ne servirebbero almeno 500". La denuncia è del deputato di Fratelli d’Italia, capogruppo in commissione Editoria e responsabile Innovazione di Fd’I, Federico Mollicone (nella foto), che annuncia battaglia a colpi di emendamenti in commissione e in Aula, "in solidarietà con gli editori, i giornalisti e gli edicolanti".

Onorevole, che succede sul fronte del sostegno all’editoria?

"Ogni bozza della legge di bilancio che circola è, se possibile, peggiore della precedente: nell’ultima, il rifinanziamento per il prossimo triennio delle misure proposte dai decreti di contrasto all’emergenza è stato ridotto a un biennio, togliendo così più di 100 milioni dallo stanziamento iniziale, mentre sono stati inseriti provvedimenti assolutamente inutili e demagogici come il voucher abbonamenti. In caso di conferma, queste cifre saranno il colpo di grazia all’editoria".

Politicamente cosa vuol dire?

"La mia lettura politica è che il sottosegretario Martella ha ceduto alla linea di Crimi e del M5S contraria agli editori. Il Pd, a parole, dichiara di difendere editori e giornalisti, poi li umilia con provvedimenti inutili e pochi soldi".

Nello specifico, di quali cifre stiamo parlando?

"Al rifinanziamento 2021-2023 del credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari è stato tolto il 2023 (meno 50 milioni). Al credito d’imposta per le edicole è stato tolto il 2023 (meno 15 milioni). Al credito d’imposta per la digitalizzazione dell’editoria è stato tolto il 2023 e portato da 13 a 10 milioni annui. Inoltre, sono state eliminate le previsioni sulla digitalizzazione del patrimonio radiofonico privato (meno un milione per tre anni). Persino al voucher abbonamenti da 20mila euro sono stati tolti 25 milioni".

Che cosa propone Fd’I?

"Vogliamo alzare il fondo per l’editoria e il pluralismo da 100 a 500 milioni. Pensi che la Francia di Macron ha aumentato il fondo per l’editoria da 800 milioni a 1,2 miliardi. Tutti i Paesi europei e la stessa Ue considerano l’editoria un settore strategico e prendono provvedimenti di sostegno in un momento di crisi come questo. Solo l’Italia non lo fa".

Vuole lanciare un appello al sottosegretario Martella?

"Sì, e anche al Pd. Abbiate coraggio e sostenete l’editoria, non cedete alla linea fortemente ostile alla carta stampata dei 5Stelle. Altrimenti daremo battaglia in Parlamento".