La ministra Roccella: "La nostra Manovra per sostenere la natalità aiutando i genitori"

La titolare della Famiglia rivendica le misure per mamme e papà lavoratori. "Bonus, congedi e decontribuzioni: abbiamo erogato 2,5 miliardi in due anni L’obiettivo? Non è convincere le donne a fare figli, ma renderle libere di farlo"

Roma, 19 dicembre 2023 – “La fine di una lunga stagione di indifferenza nei confronti della famiglia e della natalità e la promozione di un ambiente normativo e culturale favorevole e accogliente nei confronti dei genitori, sono state fin dal primo giorno una nostra priorità". Eugenia Roccella, ministra della Famiglia, parte dalle premesse del governo Meloni per tirare le somme su uno dei target principali della politica economica e non solo della coalizione di centrodestra.

Il primo bilancio delle promesse elettorali per la famiglia?

"A un anno dall’insediamento, dopo due leggi di bilancio, possiamo dire di essere andati nella direzione indicata con scelte chiare. Prima di tutto siamo intervenuti per stimolare un rilancio economico generale, per promuovere lo sviluppo, alleggerire la pressione fiscale, salvaguardare il potere d’acquisto e la fiducia nel futuro: senza sviluppo le azioni su singoli ambiti rischiano di avere poco effetto. Insieme a questo abbiamo messo in campo un investimento mirato, di 2,5 miliardi in due finanziarie, facendo della tutela delle famiglie e dei figli un criterio orientativo in ogni ambito".

Eugenia Roccella, ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità
Eugenia Roccella, ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità

In cosa, in concreto, si è tradotta questa impostazione?

"Con tutti i limiti di bilancio, lo scorso anno abbiamo incrementato significativamente l’assegno unico, potenziato i congedi familiari, aiutato i giovani con la decontribuzione e i mutui agevolati sulla prima casa, abbassato l’Iva sui pannolini che oggi è la metà di quella che era con il governo precedente".

E nella manovra attuale?

"Quest’anno, più che investire altre risorse sull’assegno unico su cui nel frattempo è stata aperta in Europa una procedura di infrazione, abbiamo puntato sulla decontribuzione per le mamme lavoratrici dal secondo figlio in poi, sull’asilo nido sostanzialmente gratuito dal secondo figlio, su un ulteriore aumento dei congedi parentali, oltre ad altre misure. In Parlamento è stato agevolato l’accesso alla garanzia per il mutuo per la prima casa per le famiglie numerose". L’opposizione vi accusa di aver ridotto la platea delle famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza che oggi, invece, sono escluse anche dalla fruizione dei nuovi sussidi.

"Il nuovo assegno non è una misura per la conquista di un facile consenso, ma uno strumento di reale sostegno alle fragilità. Non mira a disincentivare il lavoro, ma è pensata per contrastare la vera povertà e in particolare la sua forma peggiore che è la povertà infantile. Per questo è tarato soprattutto sui figli".

L’altro nodo riguarda la conciliazione famiglia-lavoro: senza servizi il lavoro femminile è destinato a rimanere al palo. "È impensabile affrontare la questione demografica senza porsi il problema della conciliazione tra famiglia e lavoro, in particolare per le donne: non perché la cura dei figli non debba essere condivisa, ma perché c’è una parte dell’impegno che inevitabilmente grava sulle mamme. Non si tratta di convincere le donne a fare figli, ma di renderle libere di fare i figli che in tutte le statistiche dichiarano di voler fare senza che questa scelta debba essere vissuta come un’alternativa rispetto alla realizzazione professionale".

In che modo?

"Il governo sta facendo la sua parte, e la scelta di puntare sulla decontribuzione va in questa direzione. Ma riteniamo fondamentale coinvolgere tutti gli attori in campo: il mondo produttivo, il mondo del lavoro, gli enti locali, il terzo settore. Per questo, accanto alla certificazione della parità di genere prevista dal Pnrr, per la quale siamo già vicini a raggiungere il target di aziende certificate previsto per il 2026, abbiamo promosso un codice di autodisciplina per stimolare la responsabilità d’impresa e mettere in rete le buone pratiche. L’iniziativa ha avuto un’ottima risposta con un’adesione immediata di un centinaio di imprese.".

Un’ultima nota: con tutte le misure messe in campo l’Italia rimane lontana dal quoziente familiare del modello francese. Lo raggiungeremo mai?

"Noi vogliamo costruire il modello italiano, ovviamente anche guardando alle esperienze che in altri Paesi hanno funzionato ma valorizzando le specificità del nostro tessuto sociale. In ogni caso forme di sostegno anche fiscale alle famiglie sono state messe in campo, come dimostra la decontribuzione per le mamme lavoratrici o la riduzione del cuneo fiscale. Più complessivamente, oltre alle leggi di bilancio, l’intera politica del governo è stata orientata alla promozione di un clima di fiducia e di sviluppo economico e occupazionale, e infatti l’occupazione, anche quella femminile, sono cresciute in misura davvero significativa. Le misure di riforma fiscale, la riduzione del cuneo, le semplificazioni, le rate ottenute del Pnrr, il sostegno alle fasce più fragili: tutto questo si riverbera sulle famiglie, e i dati sull’occupazione lo dimostrano".

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