Venerdì 12 Aprile 2024

"Meno emissioni e meno traffico. Così le navi ci salveranno"

LO DICE COME IMPRENDITORE del settore e come presidente di Alis, l’associazione che conta 2.300 imprese iscritte, tutte del comparto...

"Meno emissioni e meno traffico. Così le navi ci salveranno"

"Meno emissioni e meno traffico. Così le navi ci salveranno"

LO DICE COME IMPRENDITORE del settore e come presidente di Alis, l’associazione che conta 2.300 imprese iscritte, tutte del comparto dell’intermodalità sostenibile: "Il trasporto e la logistica rappresentano una leva importante per sostenere e sviluppare l‘economia del Paese, poiché l’Italia è custode di eccellenze imprenditoriali uniche al mondo, inoltre è sempre riuscita a trarre opportunità e diffondere genialità in momenti difficili". Guido Grimaldi (nella foto), armatore, top manager della compagnia marittima che porta il nome della sua famiglia, insiste sulla logistica come "leva importante per sostenere e sviluppare l’economia del Paese". Anche in una fase delicata come quella attuale, dove la crisi del Mar Rosso insidia le compagnie di navigazione e l’economia che gira loro intorno. "Solo per l’aumento delle polizze assicurative – sottolinea – la pericolosa situazione generata dagli attacchi degli Houthi incide per 400mila euro a singolo passaggio di una nave media. Un impressionante aggravio di costi che le imprese stanno sostenendo ma che in futuro dovranno scaricare sui clienti finali".

Quali le compagnie italiane più colpite?

"Tutte quelle, come per esempio la nostra, che hanno navi impiegate sulle linee marittime tra la Cina, il Giappone, l’Australia e l’Europa. Alcune si fermano a Gioia Tauro e devono passare dal canale di Suez, sia a scendere che a salire. C’è un problema di sicurezza, delle navi e dei nostri marittimi, ma c’è un tema più generale, che non coinvolge solo le compagnie di navigazione".

Intende le ricadute economiche per i porti del Mediterraneo?

"Le compagnie che circumnavigano l’Africa, oltre ad aggiungere 20-25 giorni di navigazione in più per evitare gli attacchi, quando arrivano allo stretto di Gibilterra proseguono per i port del Nord Europa, con un danno per quelli italiani. Dal 10 al 25 per cento le flessioni registrate dai porti di Livorno e di Trieste, che sono i più colpiti. E c’è una posta in gioco anche maggiore".

Quale?

"Gli scambi Italia-Cina corrispondono a 154 miliardi di euro, cifra pari al 40 per cento del totale dell’import-export che passa per il canale di Suez. Non possiamo permetterci di perdere queste risorse. Ringraziamo il governo italiano e la Marina per il loro prezioso impegno e auspichiamo che la crisi finisca al più presto. Gli scambi commerciali non fanno crescere solo il Pil, fanno crescere i Paesi anche sotto il profilo culturale".

La soluzione? C’è chi auspica un grande reshoring mediterraneo, che riporti l’area – e l’Italia in primis – al centro delle strategie delle aziende oggi impegnate in questa rischiosa e dispendiosa partita.

"Un reshoring l’abbiamo già visto, nel 2021 in Francia, ma non credo che oggi si possano trarre opportunità da una crisi come quella del Mar Rosso. Chi può approvvigionarsi dalle coste del Mediterraneo lo farà. Ma quei 154 miliardi di cui parlavo sono la base dell’attività delle imprese, anche di quelle che esportano il made in Italy in Oriente".

A che punto è il progetto delle autostrade del mare?

"Se oggi l’Italia può vantare la più grande flotta di trasporto di mezzi pesanti è grazie a Emanuele Grimaldi che ha avuto la lungimiranza di creare le prime autostrade del mare. Linee come la Salerno-Valencia e la Civitavecchia-Barcellona sono state pioniere. Per la prima volta, cioè, è stato possibile trasportare camion via mare su linee straordinarie, di cabotaggio internazionale. Oggi le tratte attivate tra Ravenna e Brindisi e tra Venezia e Bari tolgono traffico dalle strade, per un totale di due miliardi di costi in meno. Tutta Alis è impegnata su questo fronte, mi lasci precisare qualche numero".

Prego.

"L’intermodalità garantita dall’utilizzo del mare e del ferro, nel 2023, grazie ad Alis, ha visto 6 milioni di camion sottratti dalle nostre autostrade, 143 milioni di tonnellate di merci spostate dalle autostrade verso porti e interporti, e 5,4 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 abbattute. Il risparmio economico per le famiglie e i cittadini italiani di oltre 7 miliardi di euro. Non solo. Un’analisi dell’Università Bocconi, commissionata dall’Alis, dimostra che il Sea Modal Shift, in un rapporto fra i benefici ambientali per la collettività e investimenti pubblici per 125 milioni di euro dal 2022 al 2026, genererà benefici ambientali di 12,6 volte superiori".

Sul fronte delle politiche green lei ha accusato l’Europa di essere troppo rigida.

"La normativa europea in materia di sostenibilità, a partire dal sistema di tassazione Ets e dal nuovo Regolamento Fuel-Eu, appare eccessivamente rigida con le nostre imprese, e quindi con i consumatori finali, dal momento che genera distorsioni della concorrenza modale. Applicata al solo settore marittimo, risulta anacronistica rispetto al contesto attuale. Sarebbe opportuno riflettere invece su politiche globali volte a raggiungere la decarbonizzazione totale, dal momento che il pacchetto Fit for 55 sta incidendo attualmente solo sul 7,5% delle emissioni mondiali marittime".

L’International Chamber of Shipping, presieduta da Emanuele Grimaldi, ha proposto di istituire un fondo di ricerca e sviluppo alimentato attraverso una fee su tutte le emissioni prodotte a livello mondiale.

"Condividiamo questa soluzione. Dal fondo si potranno poi attingere le risorse per produrre nuovi carburanti nei Paesi in via di sviluppo e per premiare gli armatori virtuosi che si sono impegnati e hanno investito prima in nuove tecnologie".

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