Giovedì 30 Maggio 2024

"L’IA in fabbrica?. Intesa possibile". Il piano di Google per le Pmi di Prato

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE è destinata a cambiare profondamente il modo di produrre delle imprese di tutto il mondo, Pmi italiane comprese....

"L’IA in fabbrica?. Intesa possibile". Il piano di Google per le Pmi di Prato

"L’IA in fabbrica?. Intesa possibile". Il piano di Google per le Pmi di Prato

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE è destinata a cambiare profondamente il modo di produrre delle imprese di tutto il mondo, Pmi italiane comprese. Proprio a loro ha pensato Google, attraverso un progetto finalizzato ad aiutarle a cogliere tutte le opportunità insite nella rivoluzione tecnologica. "L’IA è per le imprese un acceleratore di produttività, la cui crescita in Italia è un tema centrale, soprattutto per le Pmi che rappresentano il 90% del nostro tessuto economico – spiega Melissa Ferretti Peretti (nella foto sopra), Country Manager e Vice President Google in Italia – Con il nuovo progetto ’IA per il Made in Italy’ Google vuole essere al loro fianco con risorse e iniziative gratuite disponibili online su grow.google/IAperMadeInItaly e sul territorio negli Spazi Interattivi". Il prossimo evento, dedicato alla moda e al tessile, è previsto a Prato, dal 20 al 22 maggio, in collaborazione con Casa delle Tecnologie Emergenti Prisma e il Comune. "Nell’affacciarsi alla rivoluzione tecnologica attuale le Pmi incontrano due esigenze. Da un lato quella di abbracciare una nuova visione strategica che includa l’IA, considerando che oggi ben il 95% delle Pmi in Italia non ha ancora una strategia digitale consolidata. Per farlo, il progetto prevede una fase di analisi della maturità digitale del proprio business con AI Smart Report (aismartreport.it) e la possibilità di prenotare delle consulenze con figure esperte. Dall’altro lato, emerge la necessità di acquisire le competenze necessarie per implementare l’IA e coglierne il potenziale, aspetto fondamentale in un Paese come il nostro che da sempre soffre di un gap in termini di competenze digitali. Per questo il progetto prevede anche una serie di corsi su temi come la conoscenza del Cloud, del machine learning e dell’IA generativa".

È possibile misurare la maturità digitale del proprio business?

"Misurare la propria maturità digitale è fondamentale per definire la propria strategia. Infatti con ’IA per il Made in Italy’ abbiamo messo a disposizione AI Smart Report - strumento gratuito sviluppato con la School of Management del Politecnico di Milano - che attraverso un’analisi della maturità tecnologica permette alle imprese di individuare le applicazioni di IA più adatte. Ad esempio, l’IA aiuta a prevedere fluttuazioni di costo e trend di domanda delle materie prime, supportando nelle scelte di approvvigionamento e nelle scorte. L’analisi predittiva può supportare l’ottimizzazione dell’energia. Nel tessile aiuta a identificare difetti produttivi dei capi in maniera tempestiva. Nell’ambito di questa collaborazione abbiamo condotto una ricerca che ha mostrato come l’IA possa portare a una riduzione anche del 10% di specifiche voci di costo".

Oggi l’IA è avvicinabile anche dalle piccole e medie imprese con investimenti sopportabili per i loro bilanci?

"Sì, se prima l’IA era accessibile solo a grandi imprese in grado di effettuare grandi investimenti in R&S, oggi queste tecnologie sono alla portata di tutti grazie al Cloud computing, che consente di accedere all’IA con investimenti calibrati sulle dimensioni dell’azienda".

Quali le soluzioni che le Pmi del tessile possono trovare nel progetto Google?

"Il progetto analizza diversi settori chiave del Made in Italy e mostra come l’IA possa portare benefici specifici a ciascuno di essi. Nello Spazio Interattivo di Prato, le imprese potranno osservare casi d’uso concreti dell’IA per la moda e il tessile, dal supporto nella produzione di contenuti con l’IA generativa, alla gestione efficiente dei resi o del consumo energetico, fino al potenziamento del controllo qualità dei tessuti, e l’ottimizzazione della compilazione delle schede tecniche. Oltre alla possibilità di prenotare consulenze con figure esperte, si terranno corsi di formazione di vari livelli e adatti anche per gli studenti".

L’IA mette a repentaglio l’occupazione?

"Sicuramente l’IA porterà cambiamenti importanti, anche nel lavoro. I dati economici mostrano però che i paesi che hanno investito di più in innovazione hanno tassi di disoccupazione più bassi. Puntare sulle competenze e sull’aumento della produttività aumenta la competitività, che a sua volta attrae nuove attività che creano posti di lavoro. La diffusione dell’IA può essere un amplificatore di questo trend: per questo è cruciale supportare le persone nell’acquisire le competenze necessarie in questa fase di transizione".

Come l’IA potrà integrarsi con “il saper fare” delle Pmi tessili?

"L’IA può aiutare le imprese a eccellere semplificando alcune attività più operative e aumentando il tempo che le imprese possono dedicare al loro saper fare e al valore aggiunto che le caratterizza".

Come garantire la trasparenza e la responsabilità nell’uso dell’IA?

"L’IA deve essere pensata come uno strumento di potenziamento delle attività delle persone, non di sostituzione. Già oggi vediamo come stia supportando l’uomo in campi come la medicina e la lotta al cambiamento climatico: pensiamo ad esempio a FloodHub, il nostro programma di previsione delle inondazioni attivo in decine di paesi. Google è da tempo un’azienda AI-first e abbiamo pubblicato nel 2018 i nostri AI Principles, i principi etici sul nostro approccio audace nell’innovare, ma allo stesso tempo responsabile e di collaborazione con l’intero ecosistema. Il primo principio sancisce proprio che l’IA debba essere a beneficio dell’intera società".