Giovedì 16 Maggio 2024

La tecnologia “va a bottega“ per ricreare i capolavori

"LAVORIAMO CON UN’IDEA in testa: permettere allo spettatore di rivivere, ogni volta che vuole, l’emozione provata di fronte all’originale"; con...

La tecnologia “va a bottega“ per ricreare i capolavori

La tecnologia “va a bottega“ per ricreare i capolavori

"LAVORIAMO CON UN’IDEA in testa: permettere allo spettatore di rivivere, ogni volta che vuole, l’emozione provata di fronte all’originale"; con una missione così, il confine tra la grande passione per l’arte e la professione è molto sottile. Stefano Lazzari (nella foto sotto) è il titolare della Bottega Tifernate di Città di Castello, 52 anni: ha un diploma da perito informatico in tasca quando nel 1995 fonda l’azienda insieme alla sorella Francesca e al papà Romolo, esperto di arti grafiche. Oggi quella Bottega di famiglia è leader nelle riproduzioni di opere d’arte: basti pensare che alcuni lavori sono appesi nelle pareti delle stanze di Papa Francesco in Vaticano. Dietro c’è una catena tutta made in Italy, nella sede umbra, dove un team di pittori, intagliatori e cesellatori studia gli originali per poi ricrearli, garantendo lo stesso supporto, la medesima lavorazione. Ne esce una copia praticamente identica. "Non esistono limiti di dimensioni e nemmeno nella scelta di immagini: ovviamente tutto è reso possibile grazie all’utilizzo della pictografia da noi brevettata", spiega Lazzari.

In cosa consiste?

"È una tecnica che ci consente di realizzare riproduzioni di capolavori (affreschi, dipinti su legno e tela) molto simili all’originale. Tecnologia e lavoro di bottega: il colore viene trasferito direttamente sul supporto, poi i nostri artisti eseguono il ritocco attraverso più strati di pittura".

Quanto vi aiuta, appunto, la tecnologia?

"Ovviamente ci aiuta, ma non per forza il suo utilizzo implica il rinunciare a pennelli e colori. La nostra pictografia si basa proprio su questo: incrementare l’utilizzo della tecnologia senza però preferirla, o addirittura sostituirla, al lavoro manuale. Una cosa non esclude l’altra, va semplicemente trovato il giusto equilibrio".

Avere un’azienda che opera nel settore dell’arte e della cultura oggi…

"Ha un significato ancor più importante rispetto a qualche decennio fa. L’avvento dei social e della tecnologia di uso così diffuso ha creato un disinteresse ed un appiattimento generale verso arte e cultura, ma allo stesso tempo ha permesso, a chi lo desidera, di documentarsi meglio. È più difficile invece trovare professionisti del settore come doratori, intagliatori già preparati. Il nostro compito è anche quello di mantenere in vita le conoscenze acquisite e formare giovani che possano, a loro volta, trasmettere la tradizione delle antiche botteghe".

Qual è il vostro mercato di riferimento?

"Molto vario. Dai negozi, privati o museali, con creazioni di piccolo - medio formato a prezzi accessibili a tutti, fino a raggiungere commissioni di ‘nicchia’. Creiamo ritratti inediti o pale d’altare, ma anche arredi d’interni, pitture di volte o pareti di ville private e hotel, chiese lavorando anche sul posto".

Dal 1995 ad oggi sono passata diversi anni, quali sono state le commesse più importanti?

"Inizierei sicuramente con le tre opere realizzate, nel giro di pochi anni, per Papa Francesco. In ordine: Vocazione di San Matteo, Crocifissione Bianca e Salus Populi Romani. La più recente è stata consegnata proprio a gennaio 2024. Segue sicuramente la ricreazione dei dipinti per la Porziuncola Nuova in California, a San Francisco. Abbiamo poi contribuito alla nascita di due mostre a tema Leonardo Da Vinci realizzate interamente con le nostre riproduzioni. Ma anche cinema e serie tv su Leonardo, Il Nome della Rosa o nei film Medici II, Michelangelo - Infinito e Raffaello il Principe delle arti… ".

La vostra collaborazione col Vaticano come nasce?

"Dal 2001 quando iniziammo a fornire ai bookshop gli affreschi in pictografia della Cappella Sistina, poi nel 2017 arriva la commissione da Sky Arte per la realizzazione della “Vocazione di San Matteo“ da donare a Papa Francesco, opera che consegnerò personalmente l’anno dopo. Da quel momento ho realizzato uno Chagall per la sua camera e la riproduzione della Salus Populi Romani, opera da lui amata tanto da aver manifestato il desiderio di farsi seppellire a fianco di questo dipinto nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Quest’opera gli è così tanto piaciuta che ha deciso di installarla nella ‘Stanza della Madonna’ a Palazzo Apostolico, la sala delle udienze private".

Quanti dipendenti avete e quale formazione è richiesta?

"Abbiamo circa 20 persone, tra dipendenti interni e collaboratori esterni, che contribuiscono al nostro lavoro soprattutto quando ci sono cantieri e trasferte. Per lavorare con noi, più che una formazione particolare, serve manualità e soprattutto voglia di imparare e mettersi in gioco".

Progetti in corso?

"Due sono molto importanti: lavoriamo da alcuni anni in una villa privata alla creazione di volte affrescate ispirate alle opere conservate alla Galleria degli Uffizi a Firenze, un progetto che ha richiesto molto lavoro. L’altro è la riproduzione della Madonna della Bocciata in pictografia su calce per la Basilica di San Pietro in Vaticano. L’originale si trova proprio in questa Basilica, ma deve essere momentaneamente rimosso per effettuare un restauro. La nostra riproduzione andrà a sostituire l’originale nel tempo necessario all’intervento".

Quali gli obiettivi che si pone la Bottega Tifernate nei prossimi anni?

"Allargare la rete commerciale in Europa e in America. L’idea è quella di creare un polo d’arte che, partendo da Città di Castello, possa diffondere la pictografia in tutto il mondo".

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