"Innovare significa realizzare i sogni impossibili"

"L’INNOVAZIONE E IL DIGITALE sono per chi non ha paura di cambiare le cose né di sbagliare, perché ha il...

"Innovare significa realizzare i sogni  impossibili"
"Innovare significa realizzare i sogni impossibili"

“L’innovazione e il digitale sono per chi non ha paura di cambiare le cose né di sbagliare, perché ha il sogno di realizzare progetti che a molti sembrano impossibili”. È la frase, un vero e proprio impegno di vita e di lavoro, che Marco Gay ha messo in primo piano sul sito dell’azienda che guida come presidente esecutivo e di cui è uno dei principali azionisti: la Digital Magics. Quotata all’Euronext Growth della Borsa di Milano, un unico nel panorama delle startup e pmi innovative del digitale in Italia e tra le prime società del settore certificata B Corp dal 2022, dopo aver redatto due anni prima il primo bilancio di sostenibilità, Digital Magics è un business incubator certificato e acceleratore che supporta le startup del mondo digital e tech con servizi per il potenziamento e l’accelerazione del business.

Le strade di Marco Gay e di Digital Magics, fondata vent’anni fa da Enrico Gasperini, Alberto Fioravanti, Gabriele Ronchini, si sono incrociate nel 2015. Anno in cui Gasperini è venuto a mancare e Gay è entrato in Digital Magics acquisendo una quota azionaria insieme a un partner di peso come la Tip di Giovanni Tamburi. Che proprio con Digital Magics e Talent Garden ha creato il più importante hub nazionale di innovazione per il digital made in Italy offrendo alle startup il supporto per creare progetti di successo, dall’ideazione fino all’Ipo.

"Digital Magics – esordisce Marco Gay - è un unico a livello nazionale e con l’imminente fusione con LVenture Group vogliamo essere il punto di rifermento nazionale del settore; investiamo in talenti ed aziende che operano nel digitale e grazie al nostro network, da sempre siamo partner di corporate eccellenti che lavorano con noi nei programmi di accelerazione e con cui sviluppiamo progetti di consulenza ed Open Innovation, creando un ponte unico fra le aziende e le startup digitali. Oggi grazie alle attività di investimento ed ai nostri partner abbiamo un portafoglio di oltre 140 partecipazioni in startup, scaleup e spinoff digitali con alti tassi di crescita”.

Torinese, classe 1976, Gay è nato in una famiglia imprenditoriale piemontese che operava nel settore della vetroceramica. Attività ceduta nel 1994 a un gigante come Saint-Gobain.

“Nato e cresciuto in una famiglia di imprenditori potevo immaginare un percorso lavorativo nell’azienda. Invece, con la vendita a Saint-Gobain, a 18 anni mi sono chiesto che cosa avrei voluto fare da grande. E la risposta è stata sempre l’imprenditore in un settore che all’inizio degli anni Duemila aveva un alto potenziale di crescita. Quello delle nuove tecnologie considerate fondamentali per consentire la crescita economica delle filiere industriali tradizionali della manifattura italiana. La tecnologia intesa quindi come abilitatore delle nuove opportunità produttive e la manifattura come acceleratore dello sviluppo tecnologico”.

Una scelta che porta Marco Gay a fondare Web Working, l’azienda rimasta oggi come holding a cui fanno capo anche quote azionarie di Digital Magics, e a impregnarsi non solo nella sua impresa ma anche nell’associazionismo confindustriale con la presidenza, tra l’altro, dei Giovani Imprenditori di Confindustria e oggi con la presidenza della rappresentanza regionale di Confindustria in Piemonte e di Anitec-Assinform, l’associazione italiana per l’Information e Communication Technology e dell’elettronica di consumo.

“Con Digital Magics in questi anni si è sviluppata un’attività che, grazie anche ad azionisti importanti come TIP e più recentemente l’università Luiss e alla squadra eccezionale di talenti che ci lavorano – con un’età media di 40 anni, una maggioranza di presenza femminile e un turn over inferiore al 5% - definirei meravigliosa. Ovvero aiutare talenti e aziende promettenti nella fase di startup a crescere e a diventare non solo aziende di mercato competitive, ma leader nel loro settore. E allo stesso tempo interfacciarsi con il mondo delle Corporate e delle Pmi offrendo servizi e percorsi di open innovation”.

Come definirebbe oggi Digital Magics?

“Lo definisco un unico nel panorama nazionale grazie alle competenze del team e al network industriale di eccellenza. Sin dal 2003, anno in cui l’azienda è stata fondata, l’idea vincente è stata quella di credere che le idee migliori arrivino lavorando insieme. Dal 2008 Digital Magics lavora come incubatore e acceleratore di startup e scaleup innovative che propongono contenuti e servizi di alto valore tecnologico. Nel solco della missione iniziale con il piano industriale varato nel 2021 abbiamo impresso una costante crescita ai nostri risultati”.

Quali sono i punti più importanti di questo piano?

“Partire dalle tecnologie abilitanti e a maggiore crescita, come Intelligenza Artificiale, IoT, blockchain, cloud computing per portare innovazione nei settori che possono trarne maggiore sviluppo come il Fintech, il Proptech, la connessione industriale investendo in startup capaci di raccogliere questa opportunità. Una particolare attenzione è per l’intelligenza artificiale: oggi abbiamo lanciato e stiamo portando avanti il primo programma di accelerazione su questa tecnologia, che potrà sicuramente avere un grande impatto”.

Un rischio o un’opportunità?

“L’Intelligenza Artificiale credo possa rappresentare al 20% un rischio e all’80% un’opportunità; dalla pubblica amministrazione alle filiere manifatturiere. Perché quel 20% di possibile rischio non diventi una criticità serve però investire in competenze e in formazione sapendo che l’Italia non è arretrata in fatto di talenti ma ha molta strada da fare affinché questi talenti crescano e attraggano investimenti anche dall’estero come è accaduto con l’acquisizione nel 2020 da parte del colosso svedese Klarna della startup fintech Moneymour, a soli 18 mesi dal termine del nostro primo programma di accelerazione sul mondo fintech”.

Il piano industriale aveva fissato come target oltre 200 partecipazioni e 100 milioni di euro di valore del portafoglio entro il 2025. Un obiettivo che state realizzando in anticipo con la fusione con Lventure Group.

“L’integrazione di Digital Magics ed LVenture Group darà il via al più grande player italiano privato, dedicato all’investimento nei talenti e nelle start up e all’open innovation dalle dimensioni europee. È per tutti noi un punto di partenza e non di arrivo, che ci vede uniti, lavorare già come un’unica azienda e pronti a crescere con un grande progetto industriale. Con questa unione che spinge il Digital Made in Italy a livello internazionale, - sono certo - daremo uno straordinario e concreto contributo a tutto l’ecosistema italiano dell’innovazione per gli investitori, le start up e le corporate. Da qui sicuramente siamo pronti a cogliere sfide importanti”.

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