Lunedì 15 Aprile 2024

Gruppo Fassi cambia per crescere sui mercati internazionali

C’È UN MOMENTO SPARTIACQUE nella storia di molte delle imprese italiane, quello nel quale si ha la consapevolezza che per...

Gruppo Fassi cambia per crescere sui mercati internazionali

LA GARANZIA DELLA CONTINUITÀ Giovanni Fassi negli anni ’90 è entrato nell’azienda di famiglia per affiancare il padre Cipriano Franco, il fondatore del Gruppo Fassi, al quale è poi subentrato. Il suo ruolo di ceo proseguirà anche dopo la ricapitalizzazione del Gruppo

C’È UN MOMENTO SPARTIACQUE nella storia di molte delle imprese italiane, quello nel quale si ha la consapevolezza che per crescere e diventare più grandi occorre uscire dalla comfort zone e cambiare governance, almeno in parte. È quanto ha fatto il Gruppo Fassi. La società, fondata nel 1965 dalla famiglia Fassi e con sede ad Albino, in provincia di Bergamo, produce un’ampia gamma di mezzi di sollevamento montati su autocarro, tra cui gru articolate, ribaltabili e bracci idraulici scarrabili, principalmente destinati al settore forestale, ma anche a quello dei servizi ecologici e ambientali, con particolare riguardo al riciclaggio ed alla gestione dei rifiuti ed all’edilizia. La società è leader, inoltre, nell’innovazione dei sistemi di controllo delle gru e della tecnologia di controllo della stabilità, e sviluppa e produce gru ad alimentazione elettrica. Con un fatturato di oltre 470 milioni di euro generato nel 2023, Fassi conta 1600 dipendenti in tutto il mondo, ha un’importante presenza in oltre 80 mercati a livello internazionale e gestisce 18 siti produttivi in Italia, Francia, Svezia e Malesia. Per crescere, però, come racconta l’amministratore delegato di Fassi, Giovanni Fassi "ad un certo punto occorre capire che la gestione famigliare non basta e quindi, per garantire la continuità aziendale, che è davvero importante, è bene lavorare sulla governance".

Da qui l’ingresso nel Gruppo di nuovi capitali e management da parte di Investindustrial. Qual è il suo sogno?

"Crescere. Per questo ho apportato diverse novità in azienda e ho cercato dei partner con valori simili ai nostri, e con la stessa visione".

Quanto conta la visione nel suo mestiere?

"Moltissimo. Se si vuole lavorare bene e crescere, si deve avere una visione".

Per lei ha un significato particolare fare impresa in un’are vocata come quella di Bergamo e della Lombardia?

"Fare impresa in Lombardia e a Bergamo ha sicuramente un significato particolare, ha a che fare con i valori, e con la cultura del lavoro. Si dice che noi qui siamo lavoratori indefessi. E in effetti è vero. Lo è anche molte altre parti dell’Italia, ma qui il lavoro conta davvero tanto. Negli anni Sessanta, quando mio padre, Cipriano Franco Fassi, decise di iniziare la sua impresa proprio qui, la vocazione di questo territorio era più legata al tessile che alla meccanica. Sarebbe stato decisamente più facile decidere di sviluppare in quegli anni una impresa meccanica altrove, per esempio in Emilia-Romagna, da sempre terra dei motori. Fare impresa qui però è stato uno stimolo per fare tutto internamente".

In questo modo avete sviluppato competenze? "Siamo anche adesso molto verticalizzati, proprio per questo motivo, perché in quegli anni occorreva fare tutto in casa e, così facendo, abbiamo messo a punto competenze, idee, produzioni".

È stata fatta tanta strada da suo padre a lei, ne è fiero?

"Sì, molto. Mio padre era del 1930 e aveva una grande passione per la meccanica. Suo padre e suo nonno erano nei trasporti, avevano camion. Nel 1965 lui invece inizia a lavorare sulla meccanica delle gru, copiando dei prodotti fatti in Svezia. Per me è stato naturale negli anni Novanta entrare in azienda e affiancare mio padre. Non mi sono nemmeno mai chiesto se volevo fare altro. Era giusto e naturale così. Entrare in fabbrica e iniziare a lavorare. Fra me e mio padre c’erano 40 anni di differenza e, credo, come in tutte le aziende famigliari, io ho potuto portare le mie idee, più giovani, nel rispetto del lavoro fatto da lui. Poi, sono passati gli anni e mi sono ritrovato a guidare a mia volta il Gruppo, appassionandomi a questo lavoro". Quanto conta la passione?

"Moltissimo. Perché è la chiave per lavorare al meglio e per rimanere aperti alle nuove sfide e alle idee migliori".

Far entrare un fondo di investimenti nella compagine sociale che tipo di opportunità dà all’impresa?

"Noi siamo piccoli nel sistema nel quale operiamo e quindi questa è sicuramente la carta per crescere. Crediamo che nel giro di qualche anno avremo una crescita a doppia cifra. Sono orgoglioso dell’azienda fondata da mio padre negli anni ’60, del management e dei collaboratori che hanno contribuito al suo crescente successo. Siamo entusiasti di avviare questo percorso con Investindustrial per sostenere la prossima fase di crescita di Fassi, grazie alla significativa esperienza e conoscenza di Investindustrial nell’incrementare le performance operative e la diversificazione geografica delle aziende. I nostri valori sono completamente allineati, perché entrambi da sempre ci siamo impegnati per far crescere aziende industriali a conduzione familiare con una forte tradizione e attenzione alla sostenibilità. Non vediamo l’ora di lavorare con il team per realizzare i progetti condivisi e creare nuove opportunità".

Crede che una società come la sua sia capace di attrarre nuovi talenti?

"Lo spero e nell’area nella quale siamo, devo dire che ci sono ancora molte persone che hanno voglia di fare i mestieri che ricerchiamo, anche operai e tecnici. Però occorre fare una riflessione, perché il mercato è in sofferenza e temo che in futuro sarà sempre più difficile trovare tecnici specializzati, perché mancano le scuole. È un tema che il paese dovrebbe affrontare".

Fassi ha un nuovo Polo Tecnologico, quando vale l’innovazione per la crescita?

"Innovazione, sicurezza, usabilità sono i capisaldi del nostro lavoro. La sicurezza è una costante di tutti i nostri prodotti e di tutta la nostra operatività, è il pilastro della nostra filosofia. Collegata alla sicurezza c’è la performance, intesa come la capacità di gestire la potenza. Motivo per cui lavoriamo per progettare dispositivi innovativi in grado di rivoluzionano l’idea stessa di potenza. Altro obiettivo importante è l’usabilità delle nostre gru, intesa come efficacia ed efficienza che diventano soddisfazione e ottimizzazione dei tempi per l’utilizzatore finale".

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