Giovedì 23 Maggio 2024

Facciamo partire l’eolico offshore galleggiante

Facciamo partire  l’eolico offshore  galleggiante

Facciamo partire l’eolico offshore galleggiante

UNA FONTE energetica potente, inesauribile e sempre più economica. Non è il nucleare, ma l’eolico offshore galleggiante, che l’International Energy Agency considera la fonte energetica del futuro e che potrebbe fornire, secondo le sue stime, energia sufficiente a soddisfare dieci volte il fabbisogno mondiale di elettricità da qui al 2040. Una prospettiva elettrizzante in particolare per l’Italia, considerata uno dei cinque Paesi più interessanti del mondo per questa tecnologia, insieme a Irlanda, Marocco, Filippine e Stati Uniti, in base al più recente studio del Global Wind Energy Council. Evidenziare il contributo di questa tecnologia al processo di decarbonizzazione del Paese è l’obiettivo della Floating Offshore Wind Community, progetto creato da The European House - Ambrosetti in collaborazione con Renantis, BlueFloat Energy, Fincantieri e Acciaierie d’Italia, presentato al forum di Cernobbio.

Ad oggi, l’Italia è agli ultimi posti in Europa per l’eolico offshore, con appena 30 megawatt installati (contro i 14 gigawatt britannici e gli 8 gigawatt tedeschi). Ha un enorme potenziale, ma manca l’individuazione di un obiettivo ambizioso, che dovrebbe essere pari ad almeno 20 gigawatt al 2050, per incentivare gli investitori. Inoltre, manca una pianificazione strategica dello spazio marittimo: secondo la Floating Offshore Wind Community il governo dovrebbe identificare, soprattutto nei mari di Sicilia, Sardegna e Puglia, aree che permettano questi sviluppi. Un’ulteriore sfida è quella di efficientare gli iter autorizzativi: ad oggi, i progetti eolici richiedono tempi troppo lunghi. Sarebbe inoltre auspicabile definire sistemi incentivanti, che permettano uno sviluppo concorrenziale dell’eolico galleggiante in Italia.

Tutte premesse considerate necessarie da tutti gli operatori del settore, a partire da Renantis, erede di Falck Renewables e uno dei player principali sul mercato eolico europeo. "È un’ottima opportunità per potenziare le infrastrutture del nostro Paese e per creare crescita ed opportunità d’investimento per le diverse anime dell’industria", spiega Toni Volpe (nella foto, a sinistra), ad di Renantis. "Gli ostacoli, però, sono ancora molti. C’è bisogno di certezze sull’individuazione di spazio adatto nei mari di Sicilia, Calabria, Sardegna e Puglia. Gli operatori che qui hanno già iniziato a investire hanno bisogno di una risposta chiara che dia regole più certe allo sviluppo della tecnologia in queste aree", rileva Volpe. "Per lo sviluppo di questa tecnologia, il nodo del processo autorizzativo è centrale. Il decreto legislativo 387 del 2003 non è ancora stato aggiornato e le linee guida, tanto auspicate, non sono ancora state adottate. Se si vuole accelerare nello sviluppo delle infrastrutture energetiche, il Paese non può più attendere", ribadisce Volpe.

Gli fa eco Carlos Martin Rivals (foto a destra) di BlueFloat Energy, uno dei pionieri continentali dell’eolico galleggiante: "L’eolico offshore è diventato uno dei principali motori della decarbonizzazione e oggi è la tecnologia rinnovabile in più rapida crescita a livello mondiale –, spiega Rivals –. L’Italia ha un’opportunità unica di assumere un ruolo guida, ma deve agire rapidamente". E spiega: "È un’industria emergente diversa da quella a fondazione fissa e richiede quindi uno specifico know-how. BlueFloat Energy si impegna a mettere a disposizione la propria esperienza e competenza internazionale al servizio delle istituzioni e dell’industria italiana".

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