L’Ocse vede la crescita al ribasso: "Più tasse sulle pensioni d’oro"

L’Italia ha retto alla crisi, ma ora rallenta. Occorre spostare l’imposizione fiscale dal lavoro al patrimonio

L’Ocse vede la crescita al ribasso: "Più tasse sulle pensioni d’oro"

L’Ocse vede la crescita al ribasso: "Più tasse sulle pensioni d’oro"

Nuova stretta sulle previdenza, con un contributo di solidarietà sugli assegni più alti e un freno ai prepensionamenti. E nuove tasse sulla casa e sulle successioni, allegerendo in compenso il carico fiscale sul lavoro. infine, tagli alla spesa con l’obiettivo di una forte riduzione del debito, il terzo più alto fra i Paesi industrializzati, per portarlo in un sentiero compatibile con i conti pubblici. La ricetta che l’Ocse ha preparato per il nostro Paese contiene molti ingredienti indigesti, soprattutto per il capitolo del Welfare. Pur riconoscendo i passi in avanti realizzati sul Pnrr e il buon andamento degli investimenti pubblici, che ha dato ossigeno all’economia. Ma ora che l’Azienda italia ha rallentato il passo, sono necessari interventi correttivi, in pratica nuovi sacrifici. La crescita, scrivono gli esperti dell’organizzazione parigina, è orientata al ribasso ( 0,7% contro l’1,2% previsto dal governo) e "la presenza di condizioni finanziarie più rigide del previsto potrebbero ridurre ulteriormente la domanda interna".

I problemi, a questo punto, sono due: da una parte, aumentare la produtività e il tasso di occupazione per accelerare la ripresa e, dall’altra, mettere ordine in un bilancio pubblico dove fra il 2023 e il 2040, anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, la spesa dovrebbe aumentare del 4,5% rispetto al Pil facendo lievitare anche il nostro debito. "È necessario contenere l’aumento della spesa – si legge nel rapporto - salvaguardando al contempo gli investimenti pubblici al fine di ridurre al minimo gli effetti collaterali negativi sulla crescita". Che cosa fare? Gli economisti parigini non hanno dubbi: occorre tornare ad utilizzare le forbici per tagliare la spesa. Sulle pensioni è necessario fermare gli anticipi, conserzare la parziale deindiciazzione degli assegni più alti all’inflazione e introdurre un’imposta straordinaria sui trattamenti più ricchi. Per quanto riguarda le tasse, occorrerenne spostare il peso dal lavoro alla casa (anche attraverso la revisione del catasto) e alle successioni, una sorta di patrimoniale, per avere un "mix fiscale" più orientato alla crescita. Infine, il grande capitolo delle riforme, dalla giustizia alla concorrenza, per aumentare la competitività del sistema. Resta negativo il giudizio sul cosiddetto "equo compenso". Mentre l’Ocse – guidata da Mathias Cormann – suggerisce misure per favorire l’ingresso sul mercato del lavoro di donne e giovani. Inoltre, sarebbe utile introdurre misure atte a incentivare maggiormente il congedo di paternità, anche attraverso l’introduzione di una "quota padre" nel diritto al congedo parentale per entrambi i genitori".

La ricetta dell’Ocse non ha convinto per niente gli esponenti della maggioranza. Fi e Fdi si schierano a difesa della casa e lo stesso fanno i vertici di Confedilizia e Unimpresa: "Quello sulla patrimoniale è un disco rotto". Per la resposanbile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra, il rapporto contiene una "netta bocciatura della politica fiscale del governo".

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