Domenica 21 Aprile 2024

L’inflazione rialza la testa: +1,3%. Ma frena il carrello della spesa

I prezzi tornano a salire anche negli Usa. Powell (Fed) cauto sui tassi: non c’è fretta di tagliarli. Record dell’oro

L’inflazione rialza la testa. A marzo la curva dei prezzi segna infatti un rialzo di mezzo punto, al +1,3%, dal +0,8% di febbraio. La fiammata era prevista, tenendo conto di alcuni fattori come l‘attenuarsi della flessione dei prezzi dei prodotti energetici, la fine dei saldi e l‘aumento della domanda di beni e servizi legati alle vacanze di Pasqua, comprese le tariffe dei trasporti. L‘inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +2,3% a +2,4%, mentre rallenta il carrello della spesa: +3% a marzo dal +3,7% di febbraio. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona scendono su base tendenziale (da +3,4% a +3%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,8% a +2,7%).

L‘accelerazione del carovita, spiega l‘Istat, si deve principalmente all‘attenuazione della flessione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (da -17,2% a -10,3%) e regolamentati (da -18,4% a -13,8%) e, in misura minore, alla crescita di quelli dei servizi relativi ai trasporti (da +3,8% a +4,4%). Con il dato di marzo l‘inflazione acquisita per il 2024 – cioè quella che si avrebbe se per il resto dell‘anno l‘indice rimanesse al medesimo livello di marzo – è a +0,6% per l‘indice generale e a +1,3% per la componente di fondo.

Secondo Confcommercio, la stima di marzo "era ampiamente attesa e non deve preoccupare". Sulla stessa linea la Cna, per la quale "il dato di marzo non rappresenta una significativa deviazione del percorso di progressivo rientro dei prezzi" e dunque "è urgente che la Bce avvii un percorso di discesa dei tassi rapido e robusto".

Per una coppia con due figli, calcola l’Unione Consumatori, l‘inflazione a +1,3% significa un aumento del costo della vita di 309 euro all‘anno, dei quali 257 servono per far fronte ai rincari del 3,2% di cibo e bevande. "La risalita dell‘inflazione a marzo è un segnale preoccupante", afferma il Codacons, sottolineando che "al netto degli effetti dei beni energetici sul tasso d’inflazione, i prezzi di tutti gli altri beni e servizi continuano ad aumentare senza sosta".

Anche negli Usa l’inflazione dà segnali di risveglio. A febbraio, infatti, ha fatto registrare un +0,3% mensile e +2,5% su base annua, contro il 2,4% del mese precedente. Dati che comunque rimangono in linea con le aspettative degli analisti su un taglio dei tassi d’interesse in giugno o luglio, anche se il presidente della Fed, Jerome Powell, invita alla cautela nelle decisioni di politica monetaria. "L’economia americana è forte e non c’è bisogno di andare di fretta con i tagli dei tassi" ha detto, ribadendo che "il nostro target è un’inflazione al 2%" e che la banca centrale Usa vuole avere una maggiore fiducia in un calo sostenuto dei prezzi prima di ridurre il costo del denaro. In ogni caso, ha concluso Powell, "è improbabile che i tassi d’interesse tornino ai livelli bassi di prima della pandemia".

In attesa che la Fed scopra le carte, l’oro continua a volare di record in record, schizzando ieri fino a quota 2.254,80 dollari l’oncia e proseguendo un rally che va avanti da settimane, favorito dalle tensioni geopolitiche.

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