Sabato 22 Giugno 2024
ELENA COMELLI
Economia

L’inflazione continua a scendere. Frena anche il carrello della spesa

In aprile è salita dello 0,1% su base mensile e dello 0,8% su base annua. Soffre il commercio estero

L’inflazione continua a scendere. Frena anche il carrello della spesa

L’inflazione continua a scendere. Frena anche il carrello della spesa

Frena il costo della vita, in attesa delle decisioni della Bce. In aprile l’inflazione è salita dello 0,1% su base mensile e dello 0,8% su base annua (dal +1,2% di marzo), in base alla revisione dell’Istat. In particolare si raffredda il "carrello della spesa" (+2,3% da +2,6%), mentre l’inflazione di fondo si attesta al +2,1% (da +2,3%). "Si delinea sempre più chiaramente uno scenario di progressiva normalizzazione dei prezzi che riteniamo proseguirà anche nei prossimi mesi", sottolinea Confesercenti.

"È un segnale incoraggiante perché, nonostante permanga qualche incertezza rispetto al prezzo degli energetici, il rallentamento dell’inflazione può contribuire a liberare risorse per le famiglie, il cui potere d’acquisto negli ultimi due anni si è notevolmente ridotto, sostenendo i consumi e la domanda interna". Contrariamente alle aspettative, però, i consumi restano deboli, con la domanda che rallenta nei primi mesi del 2024 nonostante la frenata dell’inflazione. Gli acquisti sono sempre più polarizzati tra ricerca di prezzi bassi da una parte e di prodotti di qualità dall’altra, secondo l’istantanea che emerge dal Barometro dei Consumi, presentato in occasione de Linkontro 2024. Se si guarda ai canali distributivi, la crisi dei volumi colpisce i negozi di piccola superficie, meno di 400 metri quadri (-6,9% a volume), mentre i cosiddetti specialisti drug sono in controtendenza, con un +6,1% a volume. "Le ultime indicazioni congiunturali ci portano a confermare una variazione del Pil nella media dell’anno in corso allo 0,9%.

Il quadro complessivo di questi primi mesi, pure non particolarmente dinamico, consolida l’impressione di un’Italia a due velocità. Se, da un lato, i servizi, soprattutto il turismo, confermano i positivi andamenti degli ultimi anni, dall’altro, l’industria continua a evidenziare qualche difficoltà nel lasciarsi alle spalle una lunga fase di stagnazione", sostiene l’Ufficio studi di Confcommercio. "Le buone performance di gran parte dei servizi, settori ad alta intensità di lavoro, hanno largamente contribuito alla progressiva crescita dell’occupazione che ha puntellato i redditi, anche nella fase di elevata inflazione. Restano deboli, però, i consumi, a causa dell’incertezza sul futuro prossimo", aggiunge. Soffre anche il commercio estero. A marzo si è verificato un calo delle esportazioni (-1,7%) e una crescita dell’import (+1,5%), in base a quanto comunica l’Istat. Sulla diminuzione dell’export pesa molto la debolezza tedesca e in generale dell’eurozona. Soprattutto Germania (-16,5%), e Francia (-10,9%) le cui economie sono state impattate, come l’Italia, dalla stretta monetaria per combattere l’inflazione.

La fine dell’austerità monetaria, però, sembra ormai prossima. Il primo taglio, secondo gli esperti, dovrebbe avvenire con la riunione del 6 giugno. La probabilità che questo accada è "significativa". Ad affermarlo il governatore della banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, intervenendo a una conferenza a Parigi.