di Achille Perego Le Borse continuano a correre colmando, a partire da Wall Street, le perdite causate a marzo dall’emergenza Covid, e addirittura il Nasdaq, il tempio dei titoli tecnologici americani, a colpi di record ha superato i livelli precedenti la pandemia. Anche ieri i mercati finanziari hanno terminato positivamente la giornata, sebbene la fiammata iniziale, sulla scia dell’accordo europeo sul Recovery fund e con protagoniste le banche, si sia un po’ spenta nel pomeriggio con Piazza Affari che ha chiuso, dopo essere salita oltre il 2%, con un più 0,49%. Ma se...

di Achille Perego

Le Borse continuano a correre colmando, a partire da Wall Street, le perdite causate a marzo dall’emergenza Covid, e addirittura il Nasdaq, il tempio dei titoli tecnologici americani, a colpi di record ha superato i livelli precedenti la pandemia. Anche ieri i mercati finanziari hanno terminato positivamente la giornata, sebbene la fiammata iniziale, sulla scia dell’accordo europeo sul Recovery fund e con protagoniste le banche, si sia un po’ spenta nel pomeriggio con Piazza Affari che ha chiuso, dopo essere salita oltre il 2%, con un più 0,49%.

Ma se sulle Borse continua il trend rialzista, con lo spread Btp-bund stabile a 155 punti e i tassi sempre ai minimi storici, si è scatenata in questi giorni, rafforzando un movimento già in corso, la caccia all’oro. Tanto che sempre ieri il prezzo spot è salito sopra i 1820 dollari l’oncia (1836,8 con un più 1,1%), sui massimi dal settembre 2011 quando, il giorno 30, aveva toccato il record storico di 1921 dollari. Ma calcolando il cambio euro-dollaro, oggi più favorevole alla moneta europea, avverte Maurizio Mazziero, analista e fondatore di Mazziero Research, la quotazione in euro dell’oro è ormai a un soffio da quel primato.

Sulla scia dell’oro anche l’argento è salito oltre i 20 dollari l’oncia, al top dal 2016 e il rame – materia prima il cui andamento di solito anticipa la ripresa economica e potrebbe incrementarsi se una più decisa ripartenza spingerà gli acquisti cinesi – è cresciuto di oltre il 10% nell’ultimo mese. Così come ieri era in netto rialzo anche il petrolio con il contratto settembre del Wti americano a 42,37 dollari al barile (+3,6%). Il rialzo ieri dell’oro, con fortissimi acquisti tramite gli Etf secondo Mps Capital Services, per gli analisti di Active Trades potrebbe essere dovuto all’indebolimento del dollaro o all’accordo raggiunto a Bruxelles, ma la realtà è che "ci sono molti più acquirenti che venditori in questa fase. Nonostante le Borse siano di nuovo in rialzo, gli investitori sono alla ricerca di un paracadute in caso di futuri crolli del mercato azionario e acquistano oro come assicurazione".

Tesi condivisa da Mazziero. "Oggi – spiega l’esperto di materie prime – c’è un’enorme liquidità sui mercati e le Borse continuano a salire. I grandi gestori non possono non cavalcare questo trend ma per coprirsi diversificano nell’oro".

E se le Borse prima o poi scenderanno, l’oro confermerà la sua natura di bene rifugio. Ma a questi livelli vale ancora la pena investire nell’oro?

"Il trend, anche in previsione di una possibile ripresa dell’inflazione, rimane positivo come quello dell’argento, che era rimasto molto più indietro del metallo giallo – conclude Mazziero -. Il consiglio però è di investire gradualmente, mese per mese, preferendo l’oro fisico (monete e lingotti) e, nel caso di prodotti finanziari, privilegiare gli Etc, strumenti che a loro volta investono in oro fisico".