Lunedì 15 Luglio 2024

La lezione di Mattioli: banche attente al credito

Il pensiero di Raffaele Mattioli, banchiere e intellettuale, viene esaminato a Firenze per la sua attualità nel contesto bancario attuale. Il presidente dell'Abi sottolinea l'importanza della liquidità e della responsabilità sociale, evidenziando l'innovazione e l'integrità morale di Mattioli.

La lezione di Mattioli: banche attente al credito

La lezione di Mattioli: banche attente al credito

Costante impegno nel "fare i conti", non sottovalutando mai di studiare ciascun credito determinandone la validità, la liquidità, l’impatto sulla solidità patrimoniale e la redditività per la banca che lo concede. È questo uno degli aspetti del pensiero di Raffaele Mattioli messi in luce ieri a Firenze dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli. La figura di Mattioli – intellettuale e banchiere di lungo corso prima ad della Banca commerciale italiana dal 1933 e poi nel 1972 rifiutò la carica di presidente onorario della Comit, passata, secondo le logiche della lottizzazione politica, a Gaetano Stammati – è stata al centro di un dibattito a Firenze organizzato da Fondazione Cesifin Alberto Predieri. Dopo il ricordo di Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, e di Giuseppe Morbidelli, professore emerito dell’Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il presidente dell’Abi ha indicato i principi e l’esempio di Mattioli validi per l’oggi e il domani delle banche. "Mattioli, fra i rischi delle attività bancarie, indica innanzitutto – ha sottolineato Patuelli – quello di liquidità, che fu una delle cause principali della grave crisi bancaria degli anni Trenta e che è tornato più rilevante ora con le restrizioni della liquidità decise da gran parte delle Banche centrali del mondo per combattere l’inflazione". Oggi ci troviamo in una situazione in cui, dopo la sbornia della liquidità, si rischia di affrontare una nuova limitazione dei fondi, dove lo Stato è in concorrenza con le banche e le imprese per accaparrarsi la liquidità. "Bassa redditività dei depositi? Inevitabile – ha spiegato Patuelli - per far fronte all’attività bancaria a lungo termine e poi i rendimenti italiani sono competitivi con quelli offerti dai paesi Europei".

Mattioli è attualissimo, ha rilevato Patuelli, "per l’alta cultura insieme economica, finanziaria e umanistica, per il rifiuto dell’arroganza e per i limpidi ideali di libertà e responsabilità sociale, per il rigore nei metodi e l’intransigenza morale. L’insegnamento di Mattioli è oggi sempre esemplare quale grande innovatore nel modo di far banca, mettendo insieme". L’economista Giorgio La Malfa, ha sottolineato la grande personalità di Mattioli che il fascismo fu in qualche modo costretto a tollerare. "Quando cadde il regime – ha osservato – il governo mandò Mattioli negli Stati Uniti e lui contribuì a farle ritrovare un ruolo nel mondo Occidentale".

Giorgio Costa