ROMA

Christie’s continua ad avere la leadership nel mercato dell’arte con vendite all’asta per 7 miliardi di dollari nel 2018 e un incremento del 6% sul 2017. Quanto pesa l’Italia in questo risultato? Risponde Cristiano De Lorenzo, direttore generale Christie’s Italia.

Il 2018 è stato un anno straordinario per il mercato delle aste e per Christie’s in modo particolare. Gli eccezionali risultati raggiunti a livello globale dalla nostra casa d’aste sono stati trainati dalla vendita di molti capolavori e di alcune collezioni di importanza assoluta, come quella della celebre famiglia Rockefeller il cui ricavato è stato interamente donato in beneficenza. Anche l’Italia ha contribuito a questo successo, posizionandosi al terzo posto in Europa continentale, ossia dopo Francia e Svizzera. Il nostro Paese può infatti vantare una lunghissima tradizione nell’ambito del collezionismo e ancora presenta raccolte di grande qualità ed importanza e appassionati conoscitori che partecipano alle nostre aste italiane e straniere, sia come compratori che come venditori. Quanto all’arte italiana continua a svolgere un ruolo essenziale nel nostro settore - dalla pittura antica, a quella dell’Ottocento, passando per le avanguardie storiche e fino al contemporaneo. L’arte rimande uno dei principali punti di forza del nostro Paese, una risorsa essenziale e bellissima.

Lo scorso anno avete festeggiato i 60 anni dell’apertura della sede di Milano con un’asta che ha fatto registrare un record importante...

Sì, un risultato importante quello ottenuto dall’Achrome di Piero Manzoni aggiudicato per quasi 3 milioni di euro lo scorso aprile: record per un’opera d’arte del nostro Dopoguerra venduta all’asta in Italia. È stato un modo ideale per festeggiare il nostro sessantessimo anniversario italiano. Tante cose sono cambiate anche nel mercato dell’arte da quando, nel 1958, la storica casa d’aste inglese Christie’s (fondata nel 1766) decise di aprire la sua prima sede al di fuori del Regno Unito scegliendo Roma, allora centro importante del mercato antiquario. Oggi la nostra struttura è agile, dinamica, molto organizzata. Possiamo contare su un ottimo team dislocato negli uffici di Milano e Roma, oltre che sulla rete delle nostre preziose rappresentanti regionali che garantiscono completa copertura del territorio nazionale per meglio servire tutti i collezionisti del nostro Paese.

Parliamo non solo di arte contemporanea: in un momento in cui sembrano soffiare venti di recessione, le opere d’arte possono rappresentare un bene rifugio?

Da che mondo è mondo le opere d’arte sono state considerate oggetti preziosi e merce di scambio, purtroppo a volte anche a scapito del rispetto del patrimonio culturale nazionale e, a volte persino, della vita umana. Si pensi ai bottini di guerra dell’antichità, alle collezioni di arte greca nella Roma imperiale, a quelle di principi e duchi rinascimentali, fino a Napoleone e – tristemente – a Hitler. Il possesso di un capolavoro è fonte di grande orgoglio ma anche di ispirazione quotidiana. Bene rifugio? Certo, perché no. Noi di Christie’s però sentiamo il dovere di trattare l’arte con la massima considerazione, nel più completo rispetto delle regole internazionali e anche con grande amore. Chiunque abbia avuto a che fare con uno dei nostri specialisti ha potuto verificare la passione e la cura con cui ci occupiamo di un’opera d’arte, di cui ci sentiamo – sebbene per breve tempo – i custodi.

Ad aprile tradizionalmente ci sarà un’asta importante a Milano. Che cosa troveremo? Ci può anticipare qualcosa?

Da alcuni anni, in risposta ai mutamenti del mercato e alla nostra vocazione internazionale, Christie’s ha deciso di concentrarsi su un unico appuntamento italiano che si tiene in primavera a palazzo Clerici e offre solo il meglio dell’arte italiana del Novecento. Selezioniamo esclusivamente opere di qualità superiore create dai maestri più significativi per soddisfare le esigenze del collezionismo globale. Anche il 3 e il 4 aprile prossimi il team del dipartimento di arte moderna e contemporanea di Christie’s Italia ha assemblato un’asta di altissimo livello che include i nomi più apprezzati – da Fontana a Boetti – ma non mancheranno le soprese con opere di artisti storici e di altri che meritano maggiore considerazione.

Le tendenze del mercato italiano nell’arte contemporanea. Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi tre-cinque anni?

Mi piacerebbe poter rispondere con certezza a questa domanda ma posso solo dirle che, in questo secondo decennio del XXI secolo, stanno comparendo sul mercato delle collezioni storiche straordinarie, create da collezionisti di grande gusto e cultura nel corso della seconda parte del 900. Asta dopo asta, abbiamo il privilegio di presentare maestri dimenticati (come Pirandello o Donghi), o mai sufficientemente valorizzati (come Carol Rama o Maria Lai). Penso potremo quindi aspettarci molte riscoperte interessanti e tanti capolavori sconosciuti che costuiranno delle ottime opportunità anche sottil profilo dell’investimento.

Un consiglio per chi vuole avvicinarsi al mondo delle aste con l’idea di fare un investimento...

Per fare un buon investimento bisogna conoscere bene il contesto in cui si andrà ad operare e questo vale anche per il mercato dell’arte. Il nostro consiglio è di prepararsi seriamente. Per iniziare, si segua l’andamento delle aste – che in quanto pubbliche consentono di comprendere il valore attuale delle opere degli artisti che più si amano. Ma soprattutto, si dovrà studiare la produzione di tali artisti, individuarne i lavori più rappresentativi, aggiornarsi visitando mostre e musei. Procedendo in questo processo di ricerca così appassionante, si scoprirà quali sono i movimenti ed i nomi di maggior successo. Quando ci si sentirà pronti, sarà quindi opportuno stabilire il proprio budget e, compatibilmente con la propria disponibilità, puntare sempre al meglio. Per evitare brutte sorprese è importante accertare lo stato di conservazione di un’opera e la sua provenienza. Infine, ricordatevi di scegliere ciò che davvero vi piace. Non c’è investimento migliore di un quadro che, ogni giorno, sia capace di ispirarci, di sorprenderci, di parlare al nostro cuore, ricordandoci di qualcosa che nessun altro potrà mai conoscere di noi.