Martedì 28 Maggio 2024
EVA DESIDERIO
Economia

Kering, ricavi in calo del 10% nel primo trimestre. Gucci segna -18%

Timori per la crisi del comparto lusso. Pinault: “Periodo complesso, lavoriamo per superarlo e costruire basi per una crescita duratura”

François-Henri Pinault

François-Henri Pinault

Parigi, 23 aprile 2024 –  Il presidente e Ceo del Gruppo Kering, Francois Henri Pinault, lo aveva previsto e già annunciato a febbraio scorso: i risultati di vendita dei marchi del lusso del suo impero davano segnali negativi, di perdite di quasi il 20%, almeno per l’ammiraglia Gucci. Ora i dati ufficiali comunicati poco fa a Borsa chiusa non solo lo confermano, ma delineano uno scenario che preoccupa molto e non solo Pinault ma tutte le persone che lavorano per lui in Italia e nel mondo. Solo in Italia i dipendenti del Gruppo Kering sono oltre 13.500.

“La performance di Kering è sensibilmente peggiorata nel primo trimestre – dice Francois-Henri Pinault -. Nonostante avessimo previsto un inizio di anno complesso, le condizioni di mercato, in particolare in Cina, e il processo di riposizionamento strategico di alcuni dei nostri marchi, a cominciare da Gucci, hanno accentuato le pressioni sui nostri ricavi. Alla luce di questo calo dei ricavi, e della nostra determinazione nel continuare a investire in modo selettivo nell’attrattività e nel carattere distintivo dei nostri marchi nel lungo periodo, prevediamo di raggiungere un utile operativo in netto calo nella prima metà dell’anno. Stiamo tutti lavorando instancabilmente affinché Kering possa superare questo periodo particolarmente complesso, e ricostruire solide basi per una crescita duratura”, conclude il Presidente e Ceo che ha chiamato come sua vice Francesca Bellettini, che è Ceo di Saint Laurent dal 2013 ma dall’anno scorso anche deputy Ceo del Gruppo Kering.

Dunque i timori per la crisi del lusso sono confermati anche nelle aziende di Pinault (dopo che pochi giorni fa era negativo anche il segno del Gruppo LVMH seppure di solo -2% di ricavi del primo trimestre di quest’anno), la riorganizzazione si fa urgente e i progetti di crescita occupano la mente dei principali manager del gruppo francese, il secondo per importanza internazionale e peso.

Ma guardiamo i numeri da vicino: Kering, nel primo trimestre di quest’anno ha venduto per 4,5 miliardi di euro (-11% a tassi correnti e -10% su base comparabile). Le vendite dirette (retail, incluso e-commerce) segnano una contrazione dell'11% su base comparabile, principalmente dovuta a un calo del traffico nei negozi. Le performance in Europa Occidentale, Nord America Giappone sono in linea con quelle del quarto trimestre 2023, mentre il calo nell'Asia-Pacific è più marcato.

Le vendite indirette (wholesale) sono in calo del 7% su base comparabile, e riflettono la strategia di un maggior controllo e selezione della distribuzione delle Maison. L’Incidenza vendite per area geografica fa registrare 27% in Western Europe, 34% Asia Pacific, 22% North America, 8% Japan e 9% nel resto del mondo. Il Gruppo Kering ha nel mondo 1.781 negozi.

E ora veniamo a Gucci, il marchio più attenzionato nel mondo, prima gli exploit della coppia Bizzarri-Michele, poi i primi rallentamenti anche post Covid, l’inizio di una crisi ora bella tosta.

Con l’arrivo del nuovo direttore creativo Sabato De Sarno che ha trovato da subito una situazione preoccupante alla quale la moda anche bella non può da sola trovare argine. Pinault già a febbraio aveva messo le mani avanti ora il mercato gli dà la conferma: nel primo trimestre 2024, Gucci ha realizzato vendite pari a 2,1 miliardi di euro ( -21% a tassi correnti e -18% a tassi comparabili). Le nuove collezioni, che hanno iniziato a essere gradualmente disponibili nei negozi a partire da metà febbraio, hanno ricevuto un ottimo riscontro, in particolare nell'abbigliamento e nelle calzature.

Le vendite dirette retail in calo del 19%, quelle indirette wholesale in calo del 7%. Il comunicato ufficiale di oggi non aggiunge altro, evidentemente quel -18% parla da solo. La situazione è migliore, seppur in rosso, per Saint Laurent che nel primo trimestre 2024 ha venduto per 740 milioni di euro, in calo dell'8% a tassi correnti e del 6% a tassi comparabili.

La forte crescita in Giappone, insieme al miglioramento delle performance in America del Nord rispetto al quarto trimestre 2023, e alla relativa stabilità in Europa, hanno contribuito a limitare il calo delle vendite dirette. Le vendite dirette (retail) in calo del 4%, quelle indirette (wholesale) in calo del 25%.

Perde il 2% a tassi correnti e guadagna il 2% a tassi comparabili Bottega Veneta, con vendite pari a 388 milioni di euro. La crescita doppia cifra in America del Nord, Europa e Medio-Oriente ha permesso di raggiungere una performance positiva delle vendite dirette (retail) in aumento del 9% mentre quelle indirette hanno perso il 25% del mercato.

Il fatturato delle Altre Maison si attesta a 824 milioni di euro nel primo trimestre (-7% a tassi correnti e -6% a tassi comparabili). Balenciaga ha registrato una crescita a doppia cifra negli Stati Uniti e ha migliorato le performance anche in Europa Occidentale e in Giappone. Alexander McQueen prosegue nel suo percorso di transizione creativa. Brioni ha registrato una crescita superiore al 10%. La performance delle Maison di Gioielleria è ancora eccellente, sostenuta in particolare dalla forte crescita a due cifre di Boucheron.

Bene nel primo trimestre 2024 il fatturato di Kering Eyewear che raggiunge i 463 milioni di euro in aumento dell'8% su base comparabile, grazie a un inizio di anno brillante.

Per Kering Beauté, è stato il primo trimestre che ha beneficiato del consolidamento di Creed, i cui risultati sono stati sostenuti dalle fragranze iconiche e dai nuovi lanci di profumi per donna.

Insomma un bilancio non entusiasmante nonostante Kering stia lavorando alacremente su tutti i brand, ma la situazione geopolitica incide moltissimo, la sensazione di insicurezza se non di paura di molte persone penalizza la voglia di acquisti e poi l’aumento forte dei prezzi specie degli oggetti di pelletteria non aiuta: ormai non c’è più una borsa firmata a meno di 4.000 euro.

Su Gucci sono concentrati attenzioni, sforzi e progetti. Importante anche l’arrivo nella maison di via Mecenate a Milano di un grande professionista della comunicazione e non solo come Stefano Cantino, che ha lasciato posizioni di vertice in LVMH per raggiungere la squadra di Pinault per Gucci come Deputy Chief Executive Officer. Nuovo incarico per il manager italiano con grandi esperienze nel Gruppo Prada e in Louis Vuitton, in un momento particolare dove serve molto più di un rilancio, servono strategie mirate. Stefano Cantino, che assumerà l’incarico dal 2 maggio, riporterà al presidente e ceo di Gucci Jean-Francois Palus in carica da un anno.