L’inverno demografico gela il mondo. Gara di aiuti per tornare a fare figli

Tracollo delle nascite nei Paesi industrializzati. Dall’Asia all’Italia si moltiplicano le iniziative pro-natalità. Il caso virtuoso del Trentino Alto Adige. Il sindaco di Vadena: la colpa è anche un po’ del benessere

Roma, 29 gennaio 2024 – Elon Musk a dicembre lo ha detto a modo suo da Atreju, la kermesse di FdI. Poche parole, chiarissime: "L’Italia faccia bambini o scomparirà". Il patron di Tesla e X – che si è presentato sul palco con uno dei suoi 11 figli – voleva intendere: è proprio a rischio l’identità del vostro paese, la vostra cultura.

L'inverno demografico non è solo un problema italiano (Foto Ravaglia)
L'inverno demografico non è solo un problema italiano (Foto Ravaglia)

Il problema dell’inverno demografico è davvero globale, anche se colpisce soprattutto i Paesi più industrializzati e dal Pil più alto. Il mondo fa sempre meno figli e i politici le pensano tutte, dal Trentino all’Asia. Il Giappone è sbarcato anche nel Metaverso per provare a invertire la tendenza, con tanto di app di incontri, matchmaking. E si è parlato subito di Stato-Cupido.

La Corea del Sud, fanalino di coda con il suo 0,8 – il numero medio di figli per ogni donna certificato dalla Banca Mondiale, sulla sponda opposta c’è l’Africa, con Nigeria Somalia e Ciad – offre oltre 10mila dollari, nei conti dei media, per aiutare i genitori ad allevare i bambini. Mentre la stessa Cina si guarda allo specchio e – dato davvero clamoroso – comincia a tremare: nel 2023 la popolazione è diminuita di oltre 2 milioni, primo calo in 60 anni.

L’Italia è nella parte bassa della classifica di fertilità, con quell’1,2 che la mette al pari di Ucraina e Spagna. Ad aprile l’Istat ha scattato una fotografia impietosa. Le nascite sono scese sotto quota 400mila, ed è la prima volta dall’Unità d’Italia; la popolazione si è ristretta a meno di 59 milioni di abitanti. Allora il Trentino Alto Adige veniva descritto come la Regione con la fecondità più alta (1,51 figli per donna). Ad aprile altro giro di giostra: i titoli raccontano un crollo delle nascite nel 2023.

Eppure per respirare un po’ e sottrarsi a questo clima cupo, dobbiamo tornare proprio sui monti e sbarcare a Vadena (Bolzano), Comune con poco più di mille abitanti e tre parchi giochi.

Il sindaco Elmar Oberhofer si è trovato protagonista di reportage nazionali, il paese allora era ‘la culla dei bambini’, nel 2020 i nuovi nati sono stati 21, un record. Poi le cose sono cambiate: l’anno dopo si è scesi a 11, nel 2023 si è registrata una leggera ripresa (12). "Noi siamo molto attenti alle famiglie giovani – rivendica il primo cittadino –. E su questo stiamo investendo anche molti soldi. Abbiamo una microstruttura per i bambini da zero a tre anni. Poi ci sono mamme che offrono un servizio per la stessa età, tenendo i piccoli a casa".

Sindaco, ma allora qual è il segreto perché i genitori si sentano tranquilli e mettano al mondo figli? "Difficile dirlo – ragiona il primo cittadino –. Noi come amministrazione cerchiamo di fare il possibile, offrendo servizi. Con i soldi del Pnrr stiamo ingrandendo i nostri due asili, uno di lingua italiana e l’altro di lingua tedesca. È prevista anche una mensa nuova, così potranno mangiare tutti i bimbi, con il Covid quando dovevano essere mantenute le distanze la carenza di spazio era notevole. Il prossimo obiettivo, quando troveremo i finanziamenti, sarà quello di ampliare la scuola elementare".

Ma visto da questo Comune modello dell’Alto Adige, come si spiega l’inverno demografico italiano? Una pausa, poi una risposta non così politicamente corretta: "Secondo me è anche un po’ il benessere. Viviamo con la mentalità di non voler rinunciare a nulla. Ho due figlie, so quanto costano. Però volete mettere la soddisfazione".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro