Mercoledì 17 Aprile 2024

L’intelligenza artificiale entra nell’arte: dagli abiti griffati ai quadri

L'industria della moda sta vivendo una rivoluzione: l'IA generativa sarà una priorità nel 2024. Libri e quadri? C'è un software per tutto

Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale può scrivere un libro di successo? O dipingere un quadro di valore? Oppure ancora dare consigli di moda? Stando a un recente studio sull’industria della moda sì. Quest’ultima, infatti, sta vivendo una nuova rivoluzione. Il 73% dei dirigenti del settore moda ha dichiarato che l'IA generativa sarà una priorità per le loro aziende nel 2024, ma solo il 28% ha provato a utilizzarla nei processi creativi per il design e lo sviluppo dei prodotti. Di fatto, siamo ancora agli albori e potremmo solo aspettarci una continua evoluzione dell'AI. Basti pensare alla prima AI Fashion Week che si è svolta i mesi scorsi a New York. Iniziativa del rivenditore online Revolve e di Maison Meta, un'agenzia creativa incentrata sull'AI. I vincitori, due dei quali senza alcuna esperienza nel campo della moda, hanno progettato le loro collezioni utilizzando i generatori di immagini AI Midjourney e Stable Diffusion, per poi modificarle, in alcuni casi, con Photoshop. Anche le grandi case produttrici stanno facendo passi in avanti per integrare le nuove tecnologie nei loro cicli di creazione e produzione. LVMH, l'azienda europea di maggior valore, ha annunciato la collaborazione con l'Institute for Human-Centered Artificial Intelligence Institute (Stanford HAI) dell'Università di Stanford per esplorare le applicazioni della tecnologia AI nella sua attività. L'azienda ha dichiarato di utilizzare l'intelligenza artificiale in varie parti della sua catena del valore da diversi anni, ma ritiene che le recenti scoperte dell'IA generativa mostrino nuove opportunità di grande innovazione ed efficienza, ma anche sfide e rischi. Altri marchi di moda, come Collina Strada ed Heliot Emil, hanno inserito le immagini dei loro look precedenti in uno strumento di intelligenza artificiale generativa per produrre nuovi modelli che potrebbero essere perfezionati con suggerimenti testuali per creare le loro collezioni 2024. L'intelligenza artificiale sta aiutando, inoltre, vari marchi della moda di lusso ad affrontare il problema della contraffazione. Secondo un rapporto della Camera di Commercio degli Stati Uniti, i prodotti contraffatti costano all'economia globale oltre 500 miliardi di dollari l'anno. Entrupy sfrutta l'intelligenza artificiale per aiutare i rivenditori a verificare l'autenticità di articoli di lusso come borse Louis Vuitton o Chanel, tra gli altri. L’intellingenza artificiale richiede al rivenditore di catturare immagini della borsa o di altri articoli di lusso da tutte le angolazioni, quindi l'intelligenza artificiale confronta le immagini con il suo database e rilascia un certificato. Secondo l'azienda, l'accuratezza è del 99,1%. Ma non solo moda. L’intelligenza artificiale genera anche testi e immagini facilmente accessibili. Gli esempi più noti sono ChatGPT e Gemini. ChatGPT è un chatbot interattivo addestrato a restituire risposte testuali di fronte alle richieste presentate da un testo in entrata. Anche per la generazione di immagini esistono diversi sistemi di IA, che generano nuove immagini a partire o da gruppi di immagini input o da input testuali. E lo fanno ormai in diversi ambiti: arte, architettura, design, pubblicità, cinema fino al mondo scientifico. Pure nel campo della scrittura basata sull’intelligenza artificiale esistono numerose piattaforme, ognuna con le sue funzioni. Una di queste è Rytr, strumento in grado di generare testi, controllare l’ortografia ed essere di supporto sin dalla fase iniziale della scrittura. Infatti, le funzionalità di Rytr si concentrano principalmente sulla fornitura di bozze iniziali, schemi per la trama e per i personaggi. Altre piattaforme di scrittura di contenuti sono: Jasper AI che controlla la stesura e la narrazione di un testo. Simplified, Writesonic e Neuroflash fra i più usati nel marketing. Veri e propri autori – o coautori – virtuali.

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