Ing Italia si annuncia come prima banca in Italia a lanciare un modello di smart working a super-flessibilità, i dipendenti avranno la massima libertà su come poter organizzare il lavoro in base alle esigenze personali e professionali.

Questi gli elementi-chiave del modello Ing: libertà di scelta e personalizzazione su come alternare lavoro da sede e da casa; diritto alla disconnessione in determinate fasce orarie per un ottimale equilibrio tra vita professionale e personale; contributo economico mensile in welfare e rimborso per lo ‘shopping da smart worker professionista’ per chi decide di lavorare da casa; momenti-chiave di socialità sia virtuali che di persona, per coltivare le relazioni tra colleghi ed alimentare la cultura di squadra, stimolare il confronto, lo scambio di idee e mantenere vivo lo spirito ‘Orange’, la cultura aziendale che da sempre è punto di forza per Ing; formazione per preparare al meglio tutto lo staff, gestori di risorse e non, puntando sulla fiducia e sul lavoro per obiettivi.

Ogni dipendente concorderà con il proprio responsabile la soluzione migliore per sè e per il proprio ruolo, in ottica di totale responsabilizzazione (empowerment) e fiducia. L’accordo di smart working a super-flessibilità sarà formalmente valido fino a fine 2020 e ci sono le premesse perché possa rinnovarsi anche a seguire, facendo tesoro nei prossimi mesi dell’esperienza maturata sul campo e dei riscontri ricevuti dallo staff.

"Da sempre – ha commentato Alessio Miranda (nella foto), country manager di Ing Italia – grazie al nostro Dna digitale offriamo ai clienti la libertà di operare in ogni luogo e in ogni momento. Vogliamo dare questa possibilità anche ai nostri colleghi e creare una banca dove si può scegliere come lavorare con la massima libertà, sempre preservando la salute dei colleghi e la continuità dei servizi ai nostri clienti".

Una survey interna, infatti, ha mostrato che il 90% dello staff si sente pronto per lavorare in smart working a super-flessibilità, il 55% si sente più’ produttivo lavorando da casa e il 72% concilia meglio vita privata e lavoro.