Mercoledì 22 Maggio 2024
LIBERO STRACQUADANIO
Economia

Bankitalia assicura: “L’inflazione è in discesa”

Ma “ alcune pressioni al rialzo potrebbero verificarsi a causa delle tensioni internazionali in atto”

Bankitalia, inflazione in netto calo nel 2024 all'1,3%

Bankitalia, inflazione in netto calo nel 2024 all'1,3%

L'inflazione è in discesa. Nel documento sulle proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2024-2026, uscito oggi, Bankitalia considera al ribasso le stime dell'inflazione che "diminuirebbe nettamente nel 2024”. Guardando più in avanti, l`istituzione ha limato all’1,7% (dal precedente 1,8%) la stima sull’inflazione del prossimo anno mentre ha confermato all’1,7% quella sul 2026. L'inflazione al consumo, pari al 5,9% nella media del 2023, diminuirebbe quindi nettamente quest'anno, per poi risalire nel biennio successivo, rimanendo comunque inferiore al 2%.

"Il forte ridimensionamento dell'inflazione nell'anno in corso – spiega Bankitalia - rifletterebbe principalmente il contributo negativo dei prezzi dei beni intermedi e dell'energia, solo in parte compensato dall'accelerazione delle retribuzioni (previste in aumento di circa il 3,5 per cento all'anno in media nel triennio 2024-26). L'inflazione di fondo scenderebbe al 2% nella media di quest'anno e si ridurrebbe ulteriormente nel prossimo biennio".

Trattandosi di stime, da via Nazionale specificano come i rischi per l’inflazione siano bilanciati, ma "pressioni al rialzo potrebbero manifestarsi qualora un aggravarsi delle tensioni internazionali inducesse nuovi rincari delle materie prime e dei beni intermedi. Per contro, la possibilità di un deterioramento dello scenario internazionale e di un impatto più marcato della restrizione monetaria potrebbero tradursi in un andamento meno favorevole della domanda con ripercussioni al ribasso su salari, margini di profitto e inflazione al consumo".

Anche l'occupazione già in aumento nel 2023, secondo l’istituto, continuerebbe a crescere anche se a ritmi inferiori a quelli del prodotto. Il tasso di disoccupazione invece arriverebbe al 7,4% nel 2026, oltre 5 punti in meno rispetto ai picchi raggiunti in seguito alla crisi del debito un decennio fa.

Per quanto riguarda il Pil, il prodotto interno lordo crescerà in maniera contenuta ma costante dello 0,6% nel 2024, dell'1% nel 2025 e dell'1,2% nel 2026. Non sono quindi presenti vistosi cambiamenti delle cifre rispetto alle proiezioni di dicembre. I consumi delle famiglie, dopo la forte diminuzione registrata alla fine del 2023, sarebbero tornati a crescere nel primo trimestre e continuerebbero ad aumentare in seguito a tassi lievemente superiori a quelli del Pil, beneficiando del recupero del potere d'acquisto.

Secondo invece le stime non corrette per i giorni lavorativi della Banca d'Italia, confrontabili con quelle del Def, il Pil crescerà dello 0,8% nel 2024, dello 0,9% nel 2025 e dell'1,3% nel 2026. L'attività economica beneficerebbe della ripresa della domanda estera e del potere d'acquisto delle famiglie ma le condizioni di finanziamento ancora restrittive e il ridimensionamento degli incentivi all'edilizia residenziale peserebbero sugli investimenti.  

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