"In prima linea per fare arrivare lo zucchero sulle tavole degli italiani". Claudio Gallerani (nella foto in alto a destra)è il presidente di Coprob: la cooperativa di Minerbio è l’unica realtà del Paese impegnata nel settore bieticolo-saccarifero, con una completa gestione della filiera.

Gallerani, quale è stato l’impatto dell’emergenza Coronavirus sulla vostra attività?

"Per quanto riguarda la parte produttiva, la pianificazione va avanti: abbiamo seminato e ci stiamo preparando alla campagna 2020 di luglio-agosto. Il personale è ridotto al minimo nelle fabbriche, negli uffici c’è un massiccio ricorso allo smart working e attività legate alla gestione, come la presentazione dei bilanci, sono state rinviate. Riscontriamo un notevole aumento dell’impegno relativo a distribuzione e vendita".

C’è più richiesta?

"L’incremento riguarda la grande distribuzione: la crescita per Coprob, a marzo, è stata dell’84% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Vuol dire che le famiglie, costrette a restare in casa, comprano più zucchero. Fanno da contraltare il blocco nel settore Horeca e un comparto industriale che va avanti a macchia di leopardo: c’è chi è riuscito a mantenere le programmazioni e chi ha rallentato di molto l’attività tra chiusure di reparti e ricorso alla cassa integrazione. Si presume che questo trend continui almeno fino a Pasqua".

Per voi il saldo è positivo?

"È sostanzialmente in pareggio a marzo. Ad aprile si vedrà".

Nessun impatto sulla produzione, uno sforzo organizzativo per far fronte all’aumento delle richieste di prodotto: ma quali sono le prospettive di Coprob una volta passata l’emergenza sanitaria?

"La situazione attuale ha accentuato l’importanza della filiera locale, che consente un approvvigionamento veloce anche quando le frontiere sono bloccate e garantisce la tracciabilità".

È un insegnamento di questa crisi?

"La pandemia ha portato a valorizzare il prodotto locale e l’economia del territorio. Anche le grandi catene distributive si sono mosse in tal senso. Oggi i temi della sicurezza alimentare e dell’attenzione all’ambiente sono più sentiti, fino a qualche anno fa si pensava per lo più ai margini. Per il futuro prevedo una crescita e un’ulteriore valorizzazione delle filiere agroalimentari italiane, compresa la nostra".

Coprob è l’unico produttore italiano di zucchero. Cosa comporta questo scenario?

"Un continuo impegno nel consolidamento del nostro ruolo con l’ambizione di essere innovativi: nel settore siamo gli unici in Europa a garantire una fili

era completamente sostenibile dal campo alla tavola, i primi a sperimentare una tracciatura tutta digitale, gli unici a realizzare lo zucchero grezzo da barbabietola e siamo avanti nello sviluppo del prodotto biologico".

Il confronto con competitor europei vi ha portato ad alzare l’asticella?

"Ci ha portato a diversificare, puntando sul legame col territorio e sull’innovazione. Stiamo mettendo in campo l’agricoltura di precisione, la robotica e la meccatronica. Altrove di rado succede".

Il futuro sarà roseo, quando il Coronavirus sarà alle spalle?

"Sarà meno complicato rispetto al passato, visto che abbiamo vissuto anni complicati. La riforma europea ha fatto in modo che lo zucchero venisse realizzato soprattutto nelle aree più ‘vocate’, quelle del Nord Europa. In Italia siamo soli, ma non ci accontentiamo: le difficoltà derivanti dal quadro normativo europeo ci hanno portato a innovare, per diventare ciò che siamo oggi". © RIPRODUZIONE RISERVATA