Giovedì 11 Aprile 2024

Imballaggi, ok al nuovo regolamento. L’Europa salva la busta di insalata

La norma mira a ridurre i rifiuti causati dal packaging, rendendoli più sostenibili. Ma l’Italia resta scettica

Imballaggi, ok al nuovo regolamento. L’Europa salva la busta di insalata

Adolfo Urso, ministro delle Imprese

Roma, 5 marzo 2024 – Cambia ancora il regolamento sul packaging e sui rifiuti di imballaggio. Si salva l‘insalata lavata e tagliata pronta in busta e gli imballaggi per il take away. Ma non la plastica monouso attorno a frutta e verdura fresche se non trasformate: dovranno sparire dall‘Ue dal 2030, assieme alle singole confezioni monouso per alimenti e bevande in vendita per il consumo in bar e ristoranti.

Addio dal 2030 anche ai mini shampoo e i prodotti in miniatura per i prodotti da toilette negli alberghi. L’accordo, ancora provvisorio, è il risultato di un compromesso raggiunto al termine di una trattativa estenuante fra Commissione, Parlamento e Consiglio europeo.

Di fatto sono state accolte molte delle disposizioni recepite dall’Assemblea di Strasburgo e che erano state valutate positivamente anche dal nostro Paese, dove l’impatto del regolamento iniziale sarebbe stato devastante non solo per l’industria del packging ma anche per molte filiere produttive, dall’agroalimentare alla farmaceutica. Ma il diavolo, si sa, può nascondersi nei dettagli e quindi, per ora, l’Italia si riserva di esprimere un giudizio definitivo solo dopo aver approfondito i temi del nuovo regolamento ma con una posizione di scetticismo di fondo per l‘impianto generale di un Regolamento.

"Parziale soddisfazione per la deroga orizzontale agli obblighi di riuso e alle restrizioni che sono state circoscritte. E‘ chiaro che non è abbastanza e serve ancora un surplus di riflessione", commenta il viceministro all‘Ambiente e Sicurezza Energetica, Vannia Gava.

La proposta considera l‘intero ciclo di vita degli imballaggi. Resta comunque confermato l‘obiettivo ambizioso posto sin dall‘inizio dalla Commissione europeo nella proposta di regolamento di arrivare a un calo dei rifiuti da imballaggio del 5% entro il 2030, del 10% nel 2035 e del 15% entro il 2040. L‘accordo introduce una deroga generale quinquennale rinnovabile dal raggiungimento di specifici obiettivi per il riutilizzo. Se la Commissione decidesse di non supportare l‘accordo potrebbe porre sul tavolo una questione di riserva, che obbligherebbe il Consiglio Ue ad approvare l‘accordo solo all‘unanimità, rendendo molto difficile l‘ok definito al regolamento.

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