A fronteggiare la repentina crescita dei volumi di traffico dati italiani ci sono tutti i player di primo piano. Il numero uno di Tim, Luigi Gubitosi, conferma che la compagnia negli ultimi giorni "ha registrato un aumento di oltre il 70% del traffico Internet sulla rete fissa, con un grande contributo derivante dai giochi online come Fortnite".

Gli fanno eco i tecnici di Fastweb: "L’aumento del traffico diurno non ha generato alcun problema sulle reti. Sono i video on demand e il gaming che possono generare qualche criticità, soprattutto nelle ore serali. Quando c’è stato il rilascio di nuove versioni di un paio di giochi particolarmente popolari, il download contemporaneo da parte di un enorme numero di utenti ha provocato qualche rallentamento nella rete".

In termini assoluti, l’aumento di traffico per Fastweb è passato dai normali picchi di 2,5 terabit al secondo in orari serali, a 3,2 terabit. "Un aumento — spiegano dal gruppo — che si registra generalmente in un periodo di un anno intero e che invece è intervenuto da un giorno all’altro". Stessa situazione per altri operatori come Vodafone, che in questi giorni ha registrato sulla rete mobile un incremento dati del 20%, +40% voce e +40% sulla rete fissa. Tutti gli operatori escludono un possibile blackout delle connessioni informatiche a causa di questi picchi, ma nelle compagnie di telecomunicazioni il lavoro è intenso. "È come se tutti noi avessimo un tubo che parte da casa nostra, in cui scorre l’acqua che arriva da un tubo centrale, ossia il tubo della rete di trasporto. La quantità di acqua che passa dai nostri tubi in questi giorni è aumentata talmente tanto che le compagnie stanno potenziando il tubo grande, la rete portante", spiegano i tecnici.

Dal Milan Internet Exchange (detto Mix), l’hub principale di scambio dati tra gli operatori, su cui transita il 20% del traffico italiano, non si riscontrano però carenze sulle dorsali. Il Mix collega più di 300 reti e sta registrando numeri da record, come dichiarato dal direttore generale Valeria Rossi: "Dal decreto dell’8 marzo firmato dal governo abbiamo visto un incremento del traffico del 25% e ormai siamo costantemente sopra il terabit al secondo, vuol dire che ci stiamo scambiando mille miliardi di bit al secondo, che corrisponde ad un’enorme quantità di informazioni, è il nostro record storico".

Nato per ottimizzare i percorsi di traffico, il Mix serve proprio a ridurre i tempi di latenza rispetto alle nostre richieste digitali quotidiane, abbassando i costi di trasporto per gli operatori che altrimenti avrebbero una dispersione del dato, da coprire con investimenti rilevanti. In questo momento le criticità più gravi si riscontrano nei punti di accesso (Points of Presence, detti Pop) distribuiti su tutto il territorio, più che sulle dorsali di rete, su cui viaggiano i dati da un capo all’altro del Paese. La Lombardia, ora sotto assedio del Coronavirus, pesa moltissimo sui Pop, perché ha quasi 10 milioni di abitanti in uno spazio ristretto. I nodi della rete, cioè le strutture che smistano le migliaia di richieste in contemporanea da parte degli utenti che in questo momento si collegano da casa, sono comprensibilmente sotto stress e da questo possono dipendere dei tempi di latenza superiori al normale.