Domenica 21 Luglio 2024
ELENA COMELLI
Economia

Il duello monetario. Bce e Fed attendiste: "Prudenza sui tassi"

Inflazione ancora in calo, ma nessuna urgenza di tagliare

Il duello monetario. Bce e Fed attendiste: "Prudenza sui tassi"

Il duello monetario. Bce e Fed attendiste: "Prudenza sui tassi"

Jerome Powell, presidente della Fed Usa, e Christine Lagarde, numero uno della Bce, non si fanno certo intimidire dai desiderata dei mercati. Parlando entrambi da Sintra, Portogallo, dov’è in corso il forum organizzato dalla Banca centrale europea, entrambi i banchieri sono tornati a ribadire che la battaglia contro l’inflazione non è ancora finita. Dopo l’ammonimento di Lagarde, che ha inaugurato il forum, anche Powell ha ribadito quello che è diventato un ritornello che torna periodicamente a farsi sentire sui mercati: non c’è nessuna urgenza di tagliare i tassi. Il numero uno della Fed ha riconosciuto "i progressi significativi" compiuti dall’inflazione degli Stati Uniti nell’avvicinarsi al target del 2% fissato dalla banca centrale Usa.

Tuttavia, per quanto il calo dei prezzi sia stato ripristinato, "vogliamo essere più sicuri che l’inflazione stia tornando al target" prima di iniziare ad allentare la restrizione monetaria. "Settembre?", ha chiesto Sara Eisen, giornalista della Cnbc e moderatrice dell’evento: Powell ha ribadito che la Fed "vuole avere maggiori informazioni" e che l’economia è forte, motivo per cui "abbiamo tempo". Di fatto, è stato lo stesso presidente della banca centrale a ricordare che, a dispetto delle previsioni nefaste di una recessione negli Usa, i fondamentali americani si sono confermati resilienti. Di conseguenza, è ancora opportuno che la politica monetaria rimarga restrittiva.

"Sarà la storia a giudicare", ha concordato Powell, rimarcando il bisogno che la Fed rimanga indipendente, e rispondendo così alla domanda su quali potrebbero essere i rischi che l’indipendenza della banca centrale Usa dovrà fronteggiare nel caso Donald Trump torni alla Casa Bianca. Una probabilità, questa ultima, che ha dato un bel po’ di filo da torcere ai Treasury Usa. Bocca cucita anche per Lagarde sulle possibili conseguenze del voto in Francia.

"Non commenterò sulla situazione politica di nessuno Stato membro, tantomeno di quelli che sono in periodo elettroale. La Bce fa quello che deve fare, il nostro mandato è la stabilità dei prezzi e la stabilità dei prezzi ovviamente dipende anche dalla stabilità finanziaria. Stiamo attenti a quello perché è parte del nostro lavoro e continueremo a farlo". Più in generale, con la revisione del Patto di stabilità ora c’è "un quadro di regole in cui devono operare i Paesi. Devono controllare il debito e assicurarne la sostenibilità. E devono tenere i deficit sotto controllo, con flessibilità. Ma ci vuole un focus anche su produttività e crescita e sugli investimenti per sostenere entrambi", ha avvertito Lagarde. "La mia speranza è che si opererà nell’ambito del quadro di regole Ue concordato da tutti e che, oltre a questo, i Paesi guarderanno anche ai cambiamenti strutturali che devono affrontare", ha detto.

"Non siamo così preoccupati dalle aspettative di bilancio ma siamo molto preoccupati dalle regole che vanno rispettate nell’Unione europea. E dalle riforme che sono l`unico modo per l’Europa per restare forte in questi tempi di trasformazione", ha concluso.