I saldi partono piano: -8%: "Stop a sconti anticipati"

Monitoraggio Confcommercio: solo il 21% dei negozi ha venduto più del 2023

I saldi partono piano: -8%: "Stop a sconti anticipati"

I saldi partono piano: -8%: "Stop a sconti anticipati"

Non benissimo, anzi maluccio: la prima settimana di saldi invernali nel settore abbigliamento non è partita col piede giusto, almeno secondo un primo monitoraggio sulle imprese associate a Federazione Moda Italia-Confcommercio. Il 55% delle aziende interpellate ha segnalato un calo di vendite dell’8% rispetto al 2023, a fronte di un 24% che ha riscontrato un trend stabile e un 21% che ha registrato un incremento delle vendite rispetto allo stesso periodo di un anno fa. "Sicuramente alcuni fattori come il maltempo non hanno favorito una partenza dei saldi così brillante – afferma il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni – Siamo comunque fiduciosi che, con il miglioramento della situazione climatica di questo fine settimana, verranno confermate le aspettative con un incremento dei clienti nei centri storici, nelle vie e piazze delle nostre città e dei nostri Paesi". Tra i fattori che hanno inciso sulla ’partenza lenta’ ci sarebbe anche la pratica ormai consolidata delle promozioni pre-saldi che i negozianti riservano alla clientela più affezionata.

Nonostante questo inizio non brillante, ci sono elementi di ottimismo per il 2024, coi numeri che arrivano dall’indagine realizzata da Confesercenti e Cer. Le incertezze rimangono ma "i consumi hanno ‘salvato’ la crescita nel 2023 e saranno fondamentali anche quest’anno". E si stima che il taglio del cuneo contributivo e la riforma del fisco – in pratica le misure dell’ultima manovra, che confermano i tagli del 2023 – daranno impulso ai consumi per un valore di 5,6 miliardi su una crescita complessiva attesa della spesa che si attesterebbe a 10,9 miliardi.

Tornado ai saldi, il bilancio vero si farà ai primi di marzo, visto che sono appena all’inizio e durano circa sessanta giorni. Secondo le previsioni dell’Ufficio Studi Confcommercio, saranno 15,8 milioni le famiglie che ne approfitteranno, con una spesa media di circa 137 euro a testa e un giro di affari di 4,8 miliardi di euro. Cifre che, se confermate, evidenzieranno una tenuta della propensione al consumo degli italiani, dopo un anno definito "complesso" ma in cui la moda "ha contribuito in maniera determinante alla discesa ed al contenimento dell’inflazione". Ma se per i consumatori ci sarà una "grande possibilità di avere articoli di stagione a prezzi estremamente competitivi, di certo – conclude Felloni – le continue campagne di sconti ‘selvaggi’ lungo tutto l’anno dovranno essere oggetto di una seria regolamentazione".

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