Per i No Tap l’ultimna speranza di bloccare l’opera ormai terminata è di carattere giudiziario. Il 12 settembre si è infatti aperto al tribunale di Lecce il processo alla Tap Ag e a diciotto manager della stessa Tap Ag e di altre società che hanno eseguito i lavori: l’accusa è di disastro ambientale. I presunti illeci sarebbero stati commessi dal novembre 2016 al luglio 2019 e sono relativi all’espianato degli ulivi e all’esecuzione dei lavori, tra i quali l’assenza di impermeabilizzazione di due cantieri e lo scarico di acque reflue industriali. Tra le ipotesi della Procura della repubblica anche il fatto che l’autorizzazione di impatto ambientale del 2014 e l’autorizzazione unica del 2105 non sarebbero valide in quanto non terrebbero conto degli impatti cumulativi del progetto. Il processo si annuncia lungo. La prossima udienza per la costituzione delle parti civili è stata rinviata al 20 novembre.

a. farr.